Salumificio Vismara, si fa avanti una cordata con imprenditori e Intesa
Una speranza per la Vismara, c’è una cordata di imprenditori interessati

Salumificio Vismara, si fa avanti una cordata con imprenditori e Intesa

Una speranza per il futuro del salumificio Vismara di Casatenovo, dove lavorano parecchi dipendenti residenti in provincia di Monza. C’è una cordata di imprenditori che si è fatta avanti insieme a Intesa Sanpaolo

Prima doveva essere salvata da Amadori, ma poi è saltato tutto. Per la Vismara di Casatenovo, però, azienda nella quale lavorano diversi dipendenti che risiedono in provincia di Monza, la speranza di continuare l’attività non si è ancora spenta. Anzi, sta diventando concreta.

La nuova proposta è quella della cordata formata dal Gruppo Bonterre –Grandi Salumifici Italiani (uno dei soggetti di riferimento del mercato italiano di salumi di qualità, formaggio Parmigiano-Reggiano, snack e di piatti pronti), O.P.A.S. (la più grande organizzazione di prodotto tra allevatori di suini in Italia), Casillo Partecipazioni (società a capo di un gruppo attivo nella produzione, trasformazione, commercializzazione e trading di commodities agricole e prodotti derivati) e da Intesa Sanpaolo.

Un cartello di imprese che, ha manifestato a Ferrarini e Vismara il suo interesse per dare un futuro ad entrambe le società. Ferrarini aveva chiesto di anticipare l’adunanza dei creditori l’interesse il commissario che si sta occupando del salumificio lecchese aveva depositato una istanza di revoca del concordato preventivo. Dopo di che la situazione sembrava precipitata.

Ora, però, la cordata ha annunciato un piano che passa dall’affitto-ponte dei rispettivi rami d’azienda messi in capo a società costituite appositamente per l’operazione.

Per mandare in porto la richiesta occorrono, tuttavia, risposte veloci: «Per questo motivo -spiega un comunicato diramato da Intesa- è stato chiesto a Ferrarini e a Vismara di comunicare l’accettazione della manifestazione d’interesse prima dell’udienza di revoca del concordato preventivo di Vismara - attualmente fissata per il 6 novembre 2019 - al fine di evitare le pesanti conseguenze che ne potrebbero derivare dal punto di vista occupazionale industriale e finanziario».

Senza questo step non se ne fa niente


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