Lettera al governo: «Riaprire subito la filiera delle due ruote»
eicma 2019 salone ciclo e motociclo (Foto by Davide Perego)

Lettera al governo: «Riaprire subito la filiera delle due ruote»

Il presidente dell’associazione dei produttori di cicli, motocicli e accessori chiede la riapertura della filiera delle due ruote: «Il settore è a rischio»

Il presidente dell’associazione dei produttori di cicli, motocicli e accessori chiede la riapertura della filiera delle due ruote. «I nostri veicoli avranno ruolo importantissimo nella mobilità della ripartenza, imprese pronte a riprendere già oggi adottando con responsabilità protocolli sanitari condivisi», ha detto Paolo Magri, presidente di Confindustria ANCMA, l’associazione dei produttori di cicli, motocicli e accessori, in una lettera indirizzata al Governo e a Vittorio Colao, il manager che guida la task force per la ripartenza.

«A differenza di altri settori – continua il presidente di ANCMA – quello delle due ruote concentra la gran parte delle vendite nel periodo tra aprile e luglio. Solo nel mese di marzo, con la chiusura dei concessionari, abbiamo subito una contrazione del 66% rispetto all’anno precedente e le previsioni su maggio sono molto negative: proprio per le caratteristiche del nostro mercato difficilmente potremmo recuperare una parte di questi volumi se si protrarranno le chiusure».

E a preoccupare l’associazione sono anche le ripercussioni sull’export e le vendite su mercati esteri attivi, dove le aziende italiane giocano un ruolo indiscusso di leadership.
«Basti pensare – spiega Magri – che il 18% della produzione europea di biciclette e quasi la metà di moto avviene in Italia: parliamo di un eccellenza industriale da circa 320mila veicoli e 2,6 milioni di bici all’anno, a cui si aggiungano importanti realtà industriali e artigianali che producono accessori, componenti e abbigliamento tecnico che hanno fatto la storia di questo settore a livello internazionale».

Infine, il pensiero per la rete di vendita: «un tessuto commerciale costituito da circa 5000 negozi, piccole realtà imprenditoriali talvolta a conduzione familiare, che in questo momento con l’adozione, ad esempio, di misure di vendita alternative potrebbero in qualche misura tornare a respirare e favorire la diffusione di bici e moto».

«Le due ruote, siano esse a pedale, a motore o a trazione elettrica – ha concluso Magri – giocheranno infatti un ruolo importantissimo nella mobilità individuale della ripartenza, soprattutto nei contesti urbani, dove possono assicurare in maniera esclusiva il distanziamento sociale, la velocità negli spostamenti e una maggiore sostenibilità ambientale».


© RIPRODUZIONE RISERVATA