L’appello di Regione  Lombardia e Federalberghi: «Il Salone del Mobile di Milano è fondamentale per la ripresa»
generiche (Foto by Federica Fenaroli)

L’appello di Regione Lombardia e Federalberghi: «Il Salone del Mobile di Milano è fondamentale per la ripresa»

L’appello della Regione e di Federalberghi per il Salone del Mobile che dall’ottimismo di una settimana fa,rischia di diventare un caso: indiscrezioni vogliono una frattura interna agli organizzatori che porterebbe all’annullamento anche dell’edizione 2021.

Dall’ottimismo di una settimana fa, il Salone del Mobile rischia di diventare un caso: indiscrezioni vogliono una frattura interna agli organizzatori che porterebbe all’annullamento anche dell’edizione 2021. Nulla di deciso, ma si levano le voci di chi invece spinge perché vada in scena. Anche alla luce della prevista ripartenza del settore dal 15 giugno secondo la road map disegnata dal governo Draghi.

È il caso della Regione, con l’assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda Lara Magoni: “La ripresa dei grandi eventi internazionali è fondamentale per il rilancio dell’economia lombarda e nazionale. In tal senso, mi auguro vivamente che un appuntamento prestigioso come il Salone del Mobile, possa tenersi nei prossimi mesi. Auspico quindi che si trovi una soluzione al più presto, in grado di dare una giusta continuità ad un evento che rappresenta il design lombardo ed italiano nel mondo”

“Nonostante la pandemia - prosegue l’assessore Magoni - dobbiamo guardare al futuro con ottimismo. Per questo che è necessario ripartire dando nuovo slancio ad un settore nevralgico per la produttività del nostro Paese”.

“Il design - aggiunge Lara Magoni - è da sempre un fiore all’occhiello del Made in Italy nel mondo. La fantasia, la creatività, il genio del ’saper fare’ tipico dei nostri designer, permette di valorizzare un settore nel quale la Lombardia da sempre eccelle. Dopo mesi difficili, con centinaia di imprese e famiglie in ginocchio a causa della crisi e della pandemia, l’organizzazione del Salone del Mobile in presenza rappresenterebbe un segnale di speranza, un vero spiraglio di luce. Dobbiamo farci trovare pronti. Ecco perché è fondamentale l’impegno di tutti, dalle istituzioni al mondo imprenditoriale sino alle associazioni di categoria, per risollevare il settore e tornare alla normalità”.

“Fondamentale il Salone del Mobile a settembre”, dice Federalberghi preoccupata dalle stesse voci.

“Il Salone del Mobile a settembre sarà molto importante perché costituirà, con uno svolgimento che dovrà garantire la piena sicurezza, il Salone della ripartenza. E gli espositori saranno al centro dell’attenzione internazionale - dice Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Milano - Le sempre più insistenti voci dietro le quinte di questi giorni di un Salone del Mobile rimesso in discussione e annullato ora emergono ed è un colpo molto duro. Nonostante il Governo abbia dato la tanta attesa notizia del ritorno delle fiere e dei congressi in presenza, gli imprenditori dell’arredo italiano - cui la pandemia non ha creato gli stessi gravi danni subiti invece dal comparto turistico ma, anzi, ha consentito loro di ottenere risultati economici in linea con il passato - pensano che l’investimento, sicuramente importante, per partecipare al prossimo Salone, non sia indispensabile per i propri bilanci”.

“Ma qui – prosegue Naro - non si parla di bilanci in nero o in rosso. Si parla di quale ritorno di immagine potrà avere l’Italia se anche questo evento, causa ‘miopia’, dovesse essere annullato. Appoggiamo e apprezziamo la battaglia che il presidente del Salone Claudio Luti sta facendo ricordando che lo scorso marzo parlava di come occorresse lottare fino alla fine per assicurare il futuro ad una manifestazione che, quest’anno, compie 60 anni. Non è in gioco solo la fiera, quanto l’economia dell’intero settore dell’arredo che deve il successo internazionale al primato dell’Italia e al ruolo indiscusso di Milano come capitale del design, capitale di cui il Salone è l’ambasciatore riconosciuto”.

Una preoccupazione che guarda naturalmente alle conseguenze sul settore alberghiero: “A Milano ora sono aperti solo cinquanta alberghi con una percentuale di occupazione delle camere che non supera il 15%, ma dove già si registrano alcune prenotazioni in vista dell’appuntamento di settembre”.


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