Gianetti Ruote, nuova proposta: 13 settimane di cassa, poi un anno di ammortizzatori e un piano per la reindustrializzazione
Lavoratori Gianetti Ruote davanti alla sede della provincia (Foto by Fabrizio Radaelli)

Gianetti Ruote, nuova proposta: 13 settimane di cassa, poi un anno di ammortizzatori e un piano per la reindustrializzazione

È stata avanzata dalla Regione nell’ultimo incontro, ora bisognerà vedere se le parti riusciranno a formalizzare un’intesa. Si ritroveranno a breve per cercare di concludere entro venerdì mattina. Il 16 settembre scadono i termini della procedura di licenziamento collettivo: da lì in poi senza accordo gli esuberi potrebbero diventare realtà.

Tempi sempre più stretti per salvare la Gianetti Ruote ed evitare 152 esuberi. Il 16 settembre, infatti, scadranno i termini della procedura di licenziamento collettivo aperta dall’azienda. Dopo quella data se non si trova un accordo i tagli potrebbero diventare operativi e l’unico modo per revocarli sarebbe un pronunciamento da parte del giudice del Tribunale di Monza sul ricorso presentato dai sindacati contro la procedura. La prossima udienza, tuttavia, è fissata per il 5 ottobre.

In vista della scadenza della procedura si è svolto un incontro tra Regione, azienda e organizzazione dei lavoratori. Si è parlato di una nuova proposta, messa sul tavolo proprio dalla Regione: alle 13 settimane di cassa speciale già ipotizzate dal Ministero per lo Sviluppo economico potrebbero aggiungersi 12 mesi di cassa straordinaria, finalizzata, però, a un piano per la reindustrializzazione dell’area di Ceriano Laghetto dove sorge il sito della storica azienda brianzola.

Una proposta che non è ancora stata precisata, davanti alla quale l’attuale proprietà avrebbe reagito come sempre negli ultimi incontri: nessuna contrarietà di principio ma anche poca chiarezza su quello che si vuole effettivamente fare che non sia la semplice chiusura. «Se l’obiettivo è quello della reindustrializzazione se ne può parlare -spiega Pietro Occhiuto, segretario generale della Fiom Cgil Monza Brianza- ma va stabilito con precisione chi si occuperà del piano e il ruolo della Gianetti. Finora sappiamo di interessamenti da parte di possibili acquirenti ma l’azienda non ha fatto nulla per favorire questo passaggio di proprietà».

Già domani le parti dovrebbero ritrovarsi per provare a stilare una bozza di accordo in vista di un ultimo incontro venerdì mattina. Occorrerà vedere se la proposta avanzata in queste ore potrà essere messa nera su bianco, dando così una concreta speranza ai lavoratori.

Alla proprietà i sindacati avevano anche proposto di congelare la situazione dino alla prossima udienza in Tribunale, ricevendo una risposta negativa.


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