Conad-Auchan, annunciato il ricorso alla cassa. Nulla sul futuro di Monza
L’Auchan di via Lario a Monza

Conad-Auchan, annunciato il ricorso alla cassa. Nulla sul futuro di Monza

Margherita Distribuzione annuncia la cassa integrazione straordinaria da applicare al 60% su una platea di quasi 9mila lavoratori: dovrebbe essere utilizzata per coprire il periodo necessario alla ristrutturazione dei punti vendita. I sindacati, però, ritengono che il piano di salvaguardia dell’occupazione dell’azienda non sia chiaro. Niente di ufficiale sul futuro dell’iper di via Lario a Monza

Il supermercato ex Simply sulla Nuova Valassina diventa Unes, l’iper Auchan di via Lario a Monza non sa ancora niente del suo futuro. Intanto Conad annuncia un piano di cassa integrazione straordinaria fino alla fine dell’anno che riguarda una platea di 8873 lavoratori da applicare al 60% della forza lavoro interessata.

Un piano annunciato da Margherita Distribuzione, la società nella quale rientrano gli ex punti vendita Auchan in Italia che sono passato a Conad l’estate scorsa.

“Il ricorso alla cassa integrazione straordinaria -spiega l’azienda- è solo uno degli strumenti previsti per supportare gli interventi di ristrutturazione e risanamento di alcuni punti vendita, soprattutto quelli di grandi dimensioni - ipermercati - e quelli che devono recuperare “parametri minimi” di sostenibilità economico-finanziaria ed operativa, preliminari alla loro integrazione nella rete commerciale Conad o nella rete di altri primari operatori di mercato”. In pratica la cassa verrebbe utilizzata solo come copertura ai periodi morti che verranno utilizzati per ristrutturare i punti vendita e renderli compatibili con l’organizzazione decisa dalla nuova proprietà.

La società, comunque, pur confermando che per il 2020 non ci sarà “nessun licenziamento, solo uscite volontarie e ricollocazione professionale” ha in animo anche il ricorso ad altre soluzioni per il personale: la ricollocazione e riqualificazione professionale, un piano straordinario di uscite su base volontaria e incentivata, con il ricorso anche alla Naspi (la vecchia indennità di licenziamento).

Un piano sul quale i sindacati chiedono un chiarimento con il Ministero del Lavoro e il Ministero dello Sviluppo economico. “La mancanza di dettagli sulle effettive possibilità di ricollocazione e sull’efficacia degli strumenti di outplacement sancirebbe di fatto il licenziamento delle lavoratrici e dei lavoratori che non aderirebbero al piano di incentivazione” afferma il segretario nazionale della Filcams Cgil Alessio Di Labio. Prorpio per chiarire nei dettagli il piano il sindacato chiede quali sono gli esuberi nei singoli punti vendita, ma anche di specificare se gli eventuali tagli riguardano la riduzione del costo del lavoro o da processi di riorganizzazione e riduzione degli spazi commerciali.

“Rispetto al variegato insieme degli strumenti sopra elencati, tuttavia, l’esposizione delle soluzioni di parte aziendale non è stata del tutto chiara e compiuta – afferma Stefano Galli, della Fisascat Cisl Lombardia -. L’azienda si è molto soffermata sulla finalità e sulla funzione del ricorso alla cassa integrazione straordinaria ed all’incentivazione dell’esodo, ma poco ha detto rispetto alle altre soluzioni”. “Margherita Distribuzione Spa focalizza la propria attenzione prioritariamente sul tema dell’incentivo all’esodo – ha aggiunto - come Fisascat Cisl continuiamo a ritenere che la complessità di questa particolare vertenza deve essere superata puntando innanzitutto sulla ricollocazione dei dipendenti, non solo sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali”.

La richiesta di cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale in Lombardia riguarderebbe oltre una trentina i punti vendita ex Auchan interessati. Nella lista dovrebbe esserci anche l’Auchan di Monza, sul quale la nuova proprietà non ha fatto trapelare alcuna intenzione ufficiale, alimentando anche per questo la preoccupazione dei 130 dipendenti sulle prospettive del loro posto di lavoro.

Il piano di trasferimento da Auchan a Conad , secondo l’azienda, dovrebbe concludersi entro la metà dell’anno in corso.


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