Candy riporta a Brugherio la produzione di lavatrici a incasso
Candy Haier

Candy riporta a Brugherio la produzione di lavatrici a incasso

Il Gruppo Haier Europe ha comunicato a sindacati e Rsu di Candy la volontà di riportare in Italia la produzione delle lavatrici ad incasso: 100mila elettrodomestici che venivano prodotti in Cina.

Il Gruppo Haier Europe ha comunicato a sindacati e Rsu di Candy la volontà di riportare in Italia la produzione delle lavatrici ad incasso, che erano state trasferite presso lo stabilimento cinese di Jinling. In pratica significa che la proprietà (cinese) riporterà in Brianza, a Brugherio, la produzione di 100mila elettrodomestici.

“È un fatto di straordinaria importanza, in contrapposizione con il passato che deve aprire una nuova fase per la Candy di Brugherio – ha commentato Pietro Occhiuto, segretario generale della Fiom Cgil Brianza - È frutto del confronto sindacale e del dialogo costruttivo messo in atto in questi mesi che ha portato la multinazionale ad assumere questa decisione importante. Si tratta di un prodotto a maggiore valore aggiunto rispetto a ciò che attualmente si produce nello stabilimento di Brugherio”.

Brugherio Stabilimento Candy

Brugherio Stabilimento Candy
(Foto by Fabrizio Radaelli)

Si parla di oltre 100 mila lavatrici da incasso che per essere prodotte necessitano di investimenti per oltre 600 mila euro.

“Abbiamo sempre sostenuto che lo stabilimento di Brugherio, se debitamente supportato da investimenti, fosse pienamente competitivo. Le professionalità che operano in Candy sono all’altezza di qualsiasi sfida che punti sulla qualità. La decisione di riportare in Italia la produzione di un prodotto di mercato conferma quanto da tempo sosteniamo - afferma Occhiuto - e cioè che bisogna continuare a battere questa strada, intensificare il confronto a tutti i livelli per trovare tutte le soluzioni che preservino l’occupazione e rilancino la produzione del sito brianzolo e proprio per questo motivo chiederemo al Governo di mettere in programma un incontro per proseguire il confronto di monitoraggio sullo svolgimento del piano industriale. Sembra paradossale ma è così: ci voleva una proprietà cinese per riportare in Italia una produzione che italiani avevano portato in Cina”.

Nell’incontro nella sede di Confindustria a Monza è stato concordato anche un premio di 800 euro per gli operatori diretti di produzione dello stabilimento.


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