Amministrative 2018,  Dell’Orto ai politici: ecco cosa serve alle imprese
Monza Andrea Dell 'Orto (Foto by Fabrizio Radaelli)

Amministrative 2018, Dell’Orto ai politici: ecco cosa serve alle imprese

Quali aspettative di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza in vista delle elezioni comunali brianzole. Il Cittadino ha intervistato il presidente del Presidio di Monza, Andrea Dell’Orto.

Quali aspettative di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza in vista delle elezioni comunali brianzole. Il Cittadino ha intervistato il presidente del Presidio di Monza, Andrea Dell’Orto.

Parliamo di tasse comunali: cosa chiede ai nuovi sindaci? C’è il rischio che il carico tributario a carico delle imprese possa aumentare a vantaggio di altre categorie di contribuenti?
Il rapporto sulla Fiscalità locale redatto da Assolombarda ha analizzato la pressione fiscale esercitata in tutti i 250 Comuni delle 3 province, Milano, Monza Brianza e Lodi, mettendo a confronto negli anni i valori delle imposte sugli immobili d’impresa quali l’Imu, la Tasi, la tassa sui rifiuti, gli oneri di urbanizzazione e l’addizionale Irpef. Fra i comuni interessati dalle elezioni amministrative si osserva che 4 si posizionano fra i primi 20 della provincia di Monza e Brianza con le pressione fiscale locale più alta: Nova Milanese (3°), Seregno (7°), Macherio (17°) e Brugherio (20°). Siamo consapevoli delle difficoltà che le amministrazioni locali affrontano a causa dei vincoli di bilancio e dei crescenti tagli dei trasferimenti statali. Ma la pressione fiscale sulle imprese, anche a livello locale, contribuisce a rallentarne la crescita, in particolare delle PMI. Le amministrazioni locali potrebbero usare la leva fiscale come strumento per incrementare l’attrattività del proprio territorio. In questa direzione va il protocollo che abbiamo firmato recentemente con il Comune di Lissone che prevede anche una semplificazione delle procedure amministrative e fiscali.

Come si può accrescere l’attrattività di un Comune? Si può continuare a semplificare la macchina burocratica e rendere più efficiente la pubblica amministrazione?
È nota la critica, formalmente da tutti condivisa, relativa alla troppa burocrazia con la quale l’attività di impresa si trova a operare. La soluzione si trova solo attraverso la collaborazione di tutti. Ma due linee di azione possono essere sollecitate. La prima consiste nel chiedere al Comune di razionalizzare e semplificare, negli ambiti di propria competenza, organizzazione e procedure. La seconda consiste nel chiedere la più ampia collaborazione con gli altri Enti Pubblici - altri Comuni, Provincia, Camera di Commercio - anche attraverso un forte impegno alla informatizzazione dei procedimenti, per cercare di realizzare chiarezza degli iter amministrativi e certezza dei tempi di esecuzione. È questo anche l’obiettivo affidato, dalle più recenti norme nazionali, allo Sportello Unico per le Attività Produttive, per consentire alle imprese di aumentare la propria efficienza e competitività evitando di disperdere risorse economiche e tempo in trafile burocratiche. Ai Comuni si chiede, pertanto, di attivare lo Sportello informatico per le procedure a carico delle aziende.

L’attrattività passa anche attraverso le scelte urbanistiche. Che leve dovrebbero essere utilizzate nella stesura o nella revisione dei piani di governo del territorio?
Dal monitoraggio dei Pgt svolto in questi anni da Assolombarda emerge innanzitutto la necessità di avere poche regole chiare, semplici, stabili e di interpretazione univoca. L’auspicio è che i documenti di pianificazioni possano essere scritti con un linguaggio uniforme e condiviso da tutte le amministrazioni comunali. Occorrono anche norme urbanistiche adeguate affinché le imprese esistenti possano modernizzare le proprie sedi anche in termini di efficientamento energetico. Infine, per le aree dismesse, sono necessari strumenti che coniughino le disposizioni delle norme urbanistiche con le iniziative per attrarre investitori e nuove imprese sul territorio. Questo naturalmente i comuni non possono farlo da soli ma, come già avviene in alcuni casi, possono scegliere di mettersi in rete con gli altri attori impegnati su questi temi come Regione Lombardia, Camera di Commercio e la stessa Assolombarda.

Traffico congestionato e trasporti pubblici in affanno sono una costante delle città brianzole. Che politiche dovrebbero essere messe in campo?
La mobilità delle persone e delle merci è fondamentale per la competitività delle nostre imprese. Le infrastrutture di livello regionale, come la Pedemontana soprattutto e le linee della metropolitana vanno completate e realizzate. Ma oltre alle grandi infrastrutture, sono importanti l’organizzazione e il potenziamento della rete e dei servizi di mobilità di livello comunale per permettere alle imprese di essere accessibili rispetto ai grandi flussi di merci e persone. Anche in questo caso un maggiore coordinamento tra Comuni e un’attenta valutazione preliminare degli interventi potrebbero essere utili. La collaborazione con le amministrazioni comunali è fondamentale per la realizzazione di iniziative per la mobilità sostenibile attraverso l’implementazione, il miglioramento e l’incentivazione del trasporto pubblico, della mobilità ciclabile, del car sharing e del car pooling.

Sicurezza, del territorio e delle aree protettive: basta solo aumentare il numero di telecamere? O bisogna anche intervenire in altri campi? E quali?
Sempre più frequentemente i nostri associati ci segnalano furti, atti di vandalismo, situazioni di degrado e illegalità diffusa nelle zone industriali. D’altra parte, in qualsiasi territorio, le zone industriali manifestano più accentuati problemi di insicurezza e, per questo motivo, richiedono politiche e interventi mirati e specifici. Oltre alle azioni messe in campo in modo indipendente dalle aziende (videosorveglianza, servizi di sorveglianza), il ruolo dell’amministrazione comunale è fondamentale per garantire una più incisiva attività di presidio e di vigilanza.

Parliamo di legalità. Le amministrazioni pubbliche, così come le imprese, sono sempre più a rischio da questo punto di vista? E se sì, cosa bisogna fare per ridurre, se non azzerare, i rischi?
Da tempo Assolombarda è in prima linea nella battaglia civile per affermare la cultura della legalità. Per questo abbiamo sostenuto, in primis con il vice presidente Antonio Calabrò e con Alessandro Enginoli, presidente Piccola Industria, il progetto “Palcoscenico della legalità”, frutto della collaborazione tra teatri, scuole, associazioni antimafia, università e mondo imprenditoriale e promosso da The Co2 Crisis Opportunity Onlus con il Piccolo Teatro e CROSS -Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di aumentare la consapevolezza sulla presenza delle mafie nella società civile e nel sistema economico e ha visto il territorio brianzolo quale attore e destinatario. Abbiamo infatti coinvolto sia i giovani attraverso laboratori specifici nelle scuola monzesi sulle logiche e la “cultura” della criminalità organizzata, sia la collettività raccontando, a Monza e a Seregno, attraverso la pièce teatrale “Dieci storie proprio così”, il dramma di chi ha subito ma anche la possibilità di riscatto. Assolombarda sta portando avanti l’impegno ad affermare la cultura della legalità anche attraverso strumenti e servizi come il Difensore PMI per l’ascolto degli imprenditori e il Toolkit per la lotta alle infiltrazioni criminali nelle imprese.


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