Carate Brianza: la Folgore va in Serie C. Il Comune va in ferie? Anzi no

La Folgore Caratese è in Serie C dopo 78 anni, ma il suo storico debutto casalingo contro la Dolomiti Bellunesi rischia di giocarsi lontano da casa.
Calcio Folgore Caratese festa per la promozione in serie C
Calcio Folgore Caratese festa per la promozione in serie C

La Folgore Caratese è in Serie C dopo 78 anni, ma il suo storico debutto casalingo contro la Dolomiti Bellunesi rischia di giocarsi lontano da Carate. E mentre il pallone dovrebbe essere già pronto a rotolare, tra Comune e società è cominciata un’altra partita, decisamente meno sportiva. Quella delle Pec, delle autorizzazioni, dei progetti mancanti e, adesso, perfino delle minacce di querela.

Carate Brianza: l’attacco del presidente Criscitiello

A far esplodere il caso è stato il presidente della Folgore Caratese, Michele Criscitiello, che ha accusato i Comuni di Carate Brianza e Verano Brianza di aver rallentato l’iter necessario per rendere utilizzabile lo stadio, arrivando a puntare il dito contro le ferie estive dell’amministrazione. Il rischio, secondo il patron, è concreto: non poter giocare a Carate proprio la prima partita casalinga della storica stagione in Serie C, con un danno economico e soprattutto d’immagine per una società che ha investito per riportare il calcio professionistico in città.

Carate Brianza: la replica del sindaco Veggian

Il sindaco Luca Veggian non ci sta e ribatte colpo su colpo. Il Comune, spiega, «non chiude mai per ferie»: gli uffici sono operativi anche ad agosto e le sostituzioni tra amministratori e responsabili rientrano nella normale organizzazione estiva. Quanto alla pratica dello stadio, il sindaco sostiene che il problema non siano le vacanze, ma il calendario e, soprattutto, la documentazione.

Secondo la ricostruzione del Comune, da oltre un anno la Folgore sarebbe stata sollecitata a presentare gli elaborati tecnici necessari per arrivare all’approvazione del progetto esecutivo. La documentazione sarebbe invece arrivata soltanto a fine luglio e, sempre secondo l’amministrazione, in forma incompleta. Da qui una raffica di richieste di integrazione via Pec.

Il punto è che tra una Pec e l’altra ci sono di mezzo la legge, la sicurezza e anche il cemento. Per realizzare gli interventi servono approvazioni, lavori, collaudi, certificazioni e i necessari tempi tecnici, compresa la maturazione del calcestruzzo. Insomma, non basta una firma, un timbro e un «ci vediamo domenica allo stadio».

Carate Brianza: la versione di Verano

Samuele Consonni precisa che la prima documentazione al Comune di Verano è stata trasmessa il 28 luglio, a uffici chiusi, ma soprattutto ricorda che alcuni documenti fondamentali, compreso il progetto presentato ai Vigili del Fuoco e il relativo parere vincolante, erano già disponibili dall’inizio di giugno e sarebbero stati trasmessi agli enti soltanto il 17 agosto, dopo le richieste di integrazione.

C’è poi un’altra data che pesa: ottobre 2025, quando era stata concessa una deroga per l’accesso allo stadio, già allora indicata come non ulteriormente prorogabile. Per il Comune di Verano, dunque, la necessità di affrontare per tempo la questione era tutt’altro che una sorpresa dell’estate 2026.

Risultato: ognuno ha le proprie date, le proprie Pec e soprattutto la propria ricostruzione dei fatti. E mentre le carte fanno avanti e indietro, il campionato corre.

Nel frattempo Criscitiello ha chiesto l’intervento anche dell’onorevole Fabrizio Sala. «Sono pronto a offrire il mio contributo», ha spiegato Sala, dicendosi disponibile a dare una mano affinché i ragazzi possano giocare a pallone a Carate. Ma anche lui ha fotografato il problema con una frase tutt’altro che rassicurante: la vicenda, ha osservato, ha ormai assunto «i contorni di un contenzioso duro e violento».

Carate Brianza: il sindaco querela il presidente

E infatti, poche ore dopo, è arrivato il salto di categoria definitivo. Non quello della Folgore, già conquistato sul campo, ma quello dello scontro tra società e Comune. L’amministrazione di Carate ha annunciato di aver dato mandato ai propri legali di presentare una querela per diffamazione aggravata nei confronti di Criscitiello.

Nel comunicato stampa il Comune ribadisce punto per punto le proprie contestazioni, difende l’operato degli uffici e contesta le ricostruzioni diffuse dalla società sull’iter amministrativo, sulle autorizzazioni e sugli interventi effettuati nell’impianto. L’amministrazione annuncia inoltre un sopralluogo al Centro sportivo per verificare eventuali opere realizzate senza i necessari titoli e autorizzazioni.

Insomma, la partita è diventata istituzionale, personale e sportiva insieme. Una specie di derby giocato senza pallone, dove al posto dei cartellini volano comunicati e al posto dei gol si contano le Pec. La cosa paradossale è che tutti, almeno a parole, dicono di volere la stessa cosa: la Folgore in campo a Carate. Il Comune dice di voler garantire sicurezza e rispetto delle regole. La società rivendica investimenti e il diritto di giocare nella propria città.

Carate Brianza: il 24 agosto inizia il campionato

Intanto il calendario non aspetta nessuno. E il 24 agosto, quando dovrebbe cominciare il campionato, non saranno le dichiarazioni a dover scendere in campo, ma una squadra.

La speranza è che, prima del fischio d’inizio, qualcuno riesca finalmente a chiudere la partita delle carte. Perché dopo 78 anni di attesa, sarebbe davvero un peccato che la prima sfida della Serie C la Folgore fosse costretta a giocarla contro la burocrazia.

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