Tutti pazzi per “el Italiano”: la Spagna del basket ha scoperto coach Paolo Galbiati e se ne è innamorata. E lui si è lasciato conquistare volentieri, aggiungendo un trofeo – il terzo – alla personale bacheca e riportando in alto il Baskonia che allena da inizio stagione.
Basket: Paolo Galbiati vince la Copa 2026, la festa dopo la vittoria
Dopo la Coppa Italia 2025 con Trento, che era stata perfetta in finale contro Milano, nel fine settimana il coach cresciuto a Concorezzo ha vinto la Copa del Rey 2026, la settima per i baschi ma a diciassette anni dall’ultima. Un percorso netto nella finale giocata a Valencia con vittorie sul Real Madrid di Sergio Scariolo per 100-89, rimontandolo e confezionando il successo negli ultimi 5 minuti, dopo aver eliminato il Tenerife nei quarti e il Barcellona (70-67) in semifinale.
E altrettanto spettacolare è stata la festa scoppiata alla sirena. Anche la Liga Acb – la Legabasket spagnola – ha dipinto l’allenatore, classe ’84, come il ritratto della felicità. L’abbraccio con mamma e papà, le urla in campo con i giocatori, il “pegno” della torta in faccia perché in tutto questo turbinio di emozioni il 20 febbraio è stato il suo compleanno. Quarantadue candeline festeggiate con un trionfo, una conferenza stampa sporca di cioccolato, un sigaro negli spogliatoi abbracciato alla coppa. Il tentativo, documentato in un filone quasi ininterrotto di foto e video, di tornare a casa pilotando “este volo”.
Basket: Paolo Galbiati vince la Copa 2026, l’attitudine del coach
Un entusiasmo genuino che ha investito anche i tifosi che per lui avevano preso un prestito da Bad Bunny: “Por la mañana café, por la tarde ron: Paolo Galbiati hazme campeón” gli cantavano. Per modificare poi su suggerimento dello stesso coach: “Somos campeones!”.
«Bravi, bravi, bravi – ha urlato a caldo ai suoi giocatori, prima di essere travolto – ve l’avevo detto». Perché è l’attitudine che lo rende diverso, rappresentante di una nouvelle vague di allenatori – i quarantenni – che prova a entrare sotto pelle a partire da bordo campo dove macina chilometri e non senza aver tirato con la squadra nel riscaldamento.