Il petrolio sale sulla correzione, ma è in rotta per una perdita settimanale a causa dei timori di una recessione

Nonostante il lieve aumento di venerdì, i prezzi del petrolio sono ancora in calo per la settimana a causa delle preoccupazioni per l’improvviso aumento dei tassi di interesse che danneggerebbe la crescita globale e la domanda di carburante.

Alle 03:15 GMT, i futures del Brent sono aumentati di 24 centesimi, o dello 0,3%, a 91,08 dollari al barile, ma hanno perso l’1,9% del loro valore per la settimana.

Nonostante un aumento di 10 centesimi, pari allo 0,1%, a 85,20 dollari al barile, i futures statunitensi sul petrolio WTI (West Texas Intermediate) sono scesi spesso dell’1,9%.

Entrambi i benchmark sono sulla buona strada per perdere denaro per la terza settimana, in parte a causa del dollaro forte, che rende più costoso l’acquisto di petrolio con altre valute. L’indice del dollaro è sceso leggermente venerdì, ma ha continuato a scambiare vicino ai massimi della settimana in corso, oltre 110.

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Gli investitori sono pronti ad un aumento dei tassi statunitensi la prossima settimana, dato che le preoccupazioni per una recessione globale sono aumentate e i dati sull’inflazione sottostante hanno mostrato una diffusione.

La previsione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di un aumento praticamente nullo del consumo di petrolio nel quarto trimestre, a causa del peggioramento delle previsioni sulla domanda cinese, ha scosso il mercato.

Secondo gli analisti, le osservazioni del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, secondo cui è improbabile che si cerchi di ricostituire la Riserva Strategica di Petrolio fino a dopo il 2023, hanno danneggiato la fiducia.

Mentre i funzionari occidentali hanno sminuito la probabilità di riavviare un accordo nucleare con Teheran, il mercato ha trovato un po’ di aiuto sul lato dell’offerta grazie al calo delle aspettative di ritorno del greggio iraniano.

L’economista della Commonwealth Bank Vivek Dhar ha confermato la previsione della banca secondo cui i prezzi del petrolio si comprimeranno entro la fine dell’anno e il Brent raggiungerà nuovamente i 100 dollari al barile nell’ultimo trimestre.