A Seregno, la fede ha incontrato uno dei tradimenti più gravi che la città ricordi. Un sacerdote, accusato di pedofilia, ha provato a percorrere la scorciatoia del patteggiamento, sperando in un alleggerimento della pena. Ma il Tribunale non ha ceduto. Nessuna indulgenza, nessuna “concessione” all’abito talare. “Sacerdos in aeterno”, recita il motto latino che accompagna ogni consacrato: il prete per sempre. Ma il titolo eterno non copre i crimini commessi nel tempo terreno. L’abito non è scudo contro la legge e il rispetto conferito dal ruolo non può trasformarsi in immunità. Chi tradisce la fiducia dei più fragili tradisce il senso stesso del sacerdozio. Per mesi, la comunità ha vissuto il sospetto come un’ombra pesante. I fedeli, spaesati, hanno visto la venerazione trasformarsi in indignazione. La proposta di patteggiare suonava come un’offerta scandalosa: un tentativo di ridurre il prezzo del male commesso, di abbreviare un cammino che non può avere scorciatoie. Ma il Tribunale ha detto no, ricordando a tutti che quando le vittime sono bambini, la clemenza non è opzione. Il volto della città si riflette in questa vicenda come in uno specchio distorto. Una comunità che deve conciliare fede e ragione, che comprende la gravità del tradimento e si aggrappa alla certezza che la legge sia imparziale. Questo caso rimarrà nella memoria come ammonimento: il sacerdozio può durare in aeterno, ma il rispetto vero, quello costruito sulla rettitudine e sulla fiducia, può evaporare in un istante. Il Tribunale ha scelto di non dimenticare, di non patteggiare con il male. Un piccolo, severo conforto per chi ha subito, e un monito netto a chi ancora pensa che l’abito basti a fermare la giustizia.
Brianza Nord, l’editoriale del direttore Marco Pirola: «Se la fede è tradita e la legge diventa inflessibile…»
L'editoriale di Marco Pirola, direttore responsabile de Il Cittadino di Monza e Brianza, sull'edizione della Brianza Nord di sabato 14 febbraio 2026