Tra nuove nazioni e favole il Mondiale delle sorprese, unica assente è l’Italia…

Il Mondiale delle sorprese: Haaland vola, la Giordania debutta e l’Italia guarda Netfli. Se qualcuno cercava conferme, questo Mondiale 2026 ha deciso di offrire l’esatto contrario. Le ultime partite giocate tra Stati Uniti, Canada e Messico stanno infatti regalando una collezione di curiosità che farebbe impallidire persino gli statistici della FIFA. Partiamo dalla notizia che in Italia continua a sembrare una fake news: gli Azzurri non ci sono. Nonostante il torneo sia stato allargato a 48 squadre, l’Italia è riuscita nell’impresa di mancare la qualificazione per il terzo Mondiale consecutivo, un evento senza precedenti per una nazionale quattro volte campione del mondo. Un po’ come se alla sagra della polenta non riuscisse a entrare un bergamasco.
Nel frattempo c’è chi si gode la festa. La Norvegia, ad esempio, è tornata a respirare aria da grande evento grazie a un certo Erling Haaland. Contro il Senegal ha firmato una doppietta nel 3-2 che ha proiettato i norvegesi verso la fase a eliminazione diretta. Per una generazione intera di tifosi norvegesi il Mondiale era quasi un racconto mitologico tramandato dai nonni. Tra le favole più belle c’è poi quella della Giordania. Al debutto assoluto in una Coppa del Mondo, ha segnato il primo gol della sua storia mondiale contro l’Austria. La partita è finita 3-1 per gli europei, ma il nome di Ali Olwan è già entrato negli annali del calcio giordano. Anche il nuovo formato regala effetti speciali. Con 48 nazionali divise in 12 gironi, non basta più arrivare primi o secondi. Entrano in gioco anche le migliori terze e persino la differenza disciplinare. Tradotto: un cartellino giallo può pesare quasi quanto un gol. Gli allenatori stanno iniziando a scoprire che la matematica può essere più pericolosa degli avversari. E poi c’è il Mondiale dei debuttanti. Tra le nazionali che hanno conquistato la loro prima storica partecipazione figurano Paesi che fino a pochi anni fa sembravano destinati a restare semplici spettatori. La globalizzazione del pallone è ormai una realtà e il torneo assomiglia sempre più a un’assemblea delle Nazioni Unite con i tacchetti.
Infine una curiosità che racconta bene il clima del torneo: i padroni di casa sorridono. Stati Uniti e Messico hanno già staccato il pass per la fase successiva, regalando entusiasmo a un Mondiale che punta a battere ogni record di pubblico e visibilità. Insomma, tra giganti caduti, esordienti emozionati, nuove formule e vecchie certezze che crollano, il Mondiale 2026 sta dimostrando una verità semplice: nel calcio moderno tutto è possibile. Tranne, apparentemente, vedere l’Italia ai Mondiali.

Di Marco Pirola

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