Possibile ricorso a un piano di prepensionamenti e uscite volontarie alla StMicroelectronics di Agrate Brianza per gestire il passaggio a un nuovo impianto per la produzione di wafer da 300 millimetri. Si tratta di uno degli aspetti emersi da un approfondimento sul piano industriale 2027-2034 della multinazionale italo francese dei microchip presentato mercoledì 23 settembre al Mimit (Ministero del Made in Italy). “L’azienda nell’incontro di oggi ha confermato gli investimenti pari a oltre 12 miliardi di euro nel periodo preso in esame – ha dichiarato il Segretario Generale FIM CISL Monza Brianza Lecco, Enrico Vacca – suddivisi tra i vari plant italiani, l’azienda ha inoltre ribadito la volontà di costruire un accordo condiviso con le parti sindacali sulla gestione dell’intero piano rinunciando a qualsiasi azione unilaterale e garantendo nel tempo del piano il recupero dei livelli occupazionali totali, anche attraverso il ricorso alla formazione del personale coinvolto. In particolare – ha appunto aggiunto il segretario Fim – nel sito di Agrate Brianza la gestione del passaggio alle produzioni a 300 mm verrebbe affrontata con il ricorso a un piano di prepensionamenti e di uscite volontarie incentivate”.
La Fim Cisl: “Per Agrate bisogna dare certezza sulla tenuta del piano per la realizzazione del nuovo impianto”
Fim Cisl valuta quanto emerso durante l’incontro in modo positivo per “l’impegno agli investimenti e sulla rinuncia ad azioni unilaterali”, tuttavia, “mancano ad oggi gli elementi necessari di garanzia della tenuta complessiva del piano soprattutto per la fase di realizzazione 2028-2034 del nuovo impianto a 300 millimetri che dovrebbe garantire il mantenimento a fine percorso dei livelli occupazionali” sottolinea Vacca.
“Non si può pensare – ha precisato il segretario Fim – che l’unica certezza attuale possa essere l’uscita dei lavoratori, seppur concordata e incentivata, senza alcuna garanzia formale sulla prosecuzione del piano. Il piano di formazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Agrate che dovranno trovare nuova occupazione – ha aggiunto – deve partire al più presto”. E poi c’è l’aspetto legato alla difesa dei posti di lavoro delle persone attualmente assunte con contratti determinato e in staff leasing, “un altro punto fondamentale”. “L’approvazione formale del piano da parte del Board di ST – ha concluso Vacca – è premessa irrinunciabile di qualsiasi accordo”. Entro ottobre, fa sapere il sindacato, il ministero riconvocherà di nuovo le parti “per il superamento delle criticità ancora in essere”.