Un mercoledì di protesta per i lavoratori Amazon del sito di Burago di Molgora. Sindacati e dipendenti hanno incrociato le braccia nei giorni scorsi per denunciare una situazione realtiva a un’azienda che opera in appalto per conto del colosso dell’e-commerce.
Sciopero per l”escalation repressiva’, casi relativi a un’azienda che opera in appalto
«La mobilitazione è riuscita pienamente – spiegano i delegati Usb – registrando una forte adesione e provocando numerosi rallentamenti nelle attività di consegna, con conseguenti disagi alle operazioni logistiche. Un segnale chiaro che i lavoratori non sono più disposti a subire in silenzio attacchi ai propri diritti e alla propria dignità».
Al centro della vicenda quella che i delegati sindacali riassumono come “escalation repressiva”. «Licenziamenti – precisano – ripetute contestazioni disciplinari che a giudizio di Usb risultano infondate e pretestuose, utilizzate con l’unico obiettivo di colpire i lavoratori più attivi e intimidire chi esercita il diritto di organizzarsi sindacalmente. Un clima inaccettabile che sta compromettendo gravemente le corrette relazioni sindacali e la libertà dei lavoratori di far sentire la propria voce».
Sciopero per l”escalation repressiva’, richiesto un confronto diretto
A mancare sarebbe un confronto diretto con l’azienda nonostante le reiterate richiesta di incontro. E per i sindacati a dover far sentire la propria voce dovrebbe essere la stessa Amazon: «Non può chiamarsi fuori – riprendono – in qualità di committente di Dea Srl ha precise responsabilità rispetto a quanto accade all’interno della filiera che organizza e dalla quale trae profitto. Non è accettabile che si continui a scaricare sui lavoratori il costo di un modello fondato sugli appalti, mentre si ignorano le conseguenze sociali e occupazionali».
Sciopero per l”escalation repressiva’, appello anche alla Prefettura
Da qui la richiesta di un intervento anche da parte della Prefettura di Monza e Brianza e la convocazione urgente di un tavolo che coinvolga tutti: lavoratori, sindacati, Dea e Amazon.
Uno scenario quello descritto che molto assomiglia a quanto visto nel recente passato anche in altre realtà del territorio, da St Microelectronics (per la quale è ancora in attesa la convocazione da parte del Mimit ma è stata al centro di feroci polemiche per l’allontanamento di una delegata sindacale “per giusta causa”) alla Granarolo di Usmate-Velate.
Nel frattempo il sindacato ha annunciato di voler proseguire con la mobilitazionefino a quando non si terrà l’incontro auspicato con i vertici aziendali.