Lissone: sciopero e stato di agitazione alla Cleaf, lo stupore della proprietà

Stato di agitazione e sciopero da parte dei lavoratori della Cleaf a Lissone, stupore e dispiacere dalla proprietà.
Tappa alla Cleaf per l’arcivescovo Mario Delpini
La sede della Cleaf Gianni Radaelli

Stato di agitazione e sciopero da parte dei lavoratori, stupore e dispiacere dalla proprietà. È surriscaldato il clima alla Cleaf di Lissone dove lavoratrici e lavoratori hanno proclamato un sciopero di due ore per mercoledì 22 luglio e per l’intera giornata di lunedì 27 luglio in seguito al “blocco immediato degli straordinari e della flessibilità“, come comunicato dai sindacati Fillea CgilFeneal UilFilca Cisl di Monza e Brianza in una nota unitaria.

Lissone: sciopero e stato di agitazione alla Cleaf, le motivazioni dei lavoratori

Lo stato di agitazione dà seguito “alle rivendicazioni discusse e concordate in tre assemblee con le lavoratrici e i lavoratori dalle organizzazioni sindacali e dalle Rsu“.

«Riteniamo non più rinviabile il riconoscimento della professionalità e l’impegno che le lavoratrici e i lavoratori della Cleaf impiegano quotidianamente – dichiarano unitariamente le tre sigle sindacaliÈ necessario aprire un confronto serio su organizzazione del lavoro, turnazione, conciliazione vita-lavoro, riconoscimento professionale e adeguamenti economici a fronte dei risultati collettivamente raggiunti. Di fronte alla rigidità aziendale la mobilitazione rimane l’unico strumento per far sentire la nostra voce».

Lissone: sciopero e stato di agitazione alla Cleaf, la nota della famiglia Caspani

Un fulmine a ciel sereno per la famiglia Caspani che ha reso nota la posizione in un comunicato ufficiale in cui viene sottolineata – nella storia della società – l’attenzione al fattore umano. Mantenuto anche nei momenti di maggior difficoltà.

Esprimiamo profondo dispiacere e vivo stupore in merito alla decisione delle Organizzazioni Sindacali di proclamare uno stato di agitazione e uno sciopero – si legge – Da oltre cinquant’anni, la nostra filosofia mette al centro le persone che lavorano con noi. Per noi Cleaf non è solo un’azienda, ma una grande famiglia. Questo legame si traduce da sempre in fatti concreti: garantiamo ai nostri lavoratori trattamenti economici e tutele più alti rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale di categoria. Questo senso di responsabilità ci ha guidato anche nei momenti più difficili. Quando recentemente i cantieri per la Pedemontana hanno imposto l’abbattimento della nostra sede storica, la principale priorità è stata proteggere i nostri lavoratori. Abbiamo fatto di tutto affinché nessuno perdesse nemmeno un singolo giorno di lavoro o di stipendio. Siamo, come siamo sempre stati, pronti a metterci intorno a un tavolo, ad ascoltare e a dialogare con i nostri lavoratori per affrontare ogni problema, anche in attesa del rinnovo del contratto nazionale di lavoro Legno-Arredo. Riteniamo tuttavia che l’interruzione delle attività industriali e il blocco degli straordinari non siano la via corretta per instaurare un confronto sereno. Per noi, il dialogo si costruisce solo sul rispetto reciproco e sul bene della nostra comunità“.

L'autore

È la redazione del Cittadino, uno e tutti: garantisce il flusso costante delle notizie. Senza fermarsi.