Monza e Brianza, l’Osservatorio su lavoro e formazione: nelle assunzioni vincono i servizi

Più della metà degli avviamenti riguarda persone con un titolo di studio non superiore alla licenza media
Lavoro e occupazione, l'osservatorio in Provincia
Lavoro e occupazione, l’osservatorio in Provincia

Un territorio dinamico con un tessuto imprenditoriale attivo e attrattivo nel quale, però, non manca qualche criticità. Un quadro ambivalente quello che emerge dal Rapporto 2025 dell’Osservatorio del Mercato del lavoro e della formazione promosso dalla Provincia di Monza Brianza insieme a Afol Mb con il contributo di PTS. Il tema scelto per questa edizione “La trasformazione dell’ecosistema produttivo e le nuove sfide del mercato del lavoro” mettono in luce un contesto occupazionale che tiene ma che sta cambiando connotati. Lo scorso anno gli avviamenti registrati nei quattro centri per l’impiego provinciale sono stati 111.504 – con una variazione negativa del 3,4% nell’ultimo anno – a fronte di 107.620 cessazioni.

Monza e Brianza, l’Osservatorio di Provincia e Afol: avviamenti in leggero calo

Ad assumere di più è stato il settore dei servizi: commercio, logistica e pubblici esercizi hanno, infatti, assorbito oltre un quarto delle attivazioni. I servizi alle imprese incidono per il 19,5%. Dal punto di vista contrattuale prevale il tempo determinato che rappresenta il 47% degli avviamenti complessivi. Cresce il part time che tra le donne raggiunge il 39% delle attivazioni contro il 24,3 % degli uomini. Più della metà degli avviamenti riguarda persone con titolo di studio non superiore alla licenza media (52%) mentre i laureati rappresentano il 15% del totale. Milano resta il principale polo di attrazione per i nuovi rapporti di lavoro dei cittadini brianzoli. La Brianza, però, non si confonde con la Città metropolitana milanese mantenendo peculiarità proprie nel profilo produttivo e occupazionale. La Brianza si caratterizza anche per la riduzione del divario di genere: il tasso di occupazione femminile si attesta al 62,9% mentre il differenziale rispetto alla componente maschile si riduce a 10,3 punti percentuali.

Monza e Brianza, scende il tasso di disoccupazione ma preoccupa quello della fascia 15-24 anni

Per quanto riguarda la disoccupazione, il numero delle persone in cerca di lavoro nella nostra provincia scende a 12.300 unità contro le 28.700 del 2019. Il tasso di disoccupazione scende al 3,1% con valori contenuti sia tra gli uomini (3,4%) sia tra le donne (2,8%). Più critica la disoccupazione nella fascia 15-24 anni che tocca il 20%, quasi il doppio della media lombarda. Il tessuto imprenditoriale brianzolo alla fine dello scorso anno contava 63170 imprese attive, in calo dello 0,9% rispetto al 2024. La diminuzione è legata soprattutto alle cancellazioni d’ufficio. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni effettive rimane, comunque, positivo: il tasso di natalità delle imprese si attesta al 7,1%, quello di mortalità del 5,9%. Le imprese femminili toccano quota 12.477 (19,8% del totale), quelle giovanili 5.755 (9,1%), quelle straniere 8.504 (13,5%). In questo quadro pesano la difficoltà delle imprese a trovare le figure professionali richieste e l’invecchiamento della popolazione. Rispetto a dieci anni fa la popolazione residente in Brianza è cresciuta di 19.200 persone toccando quota 879.000. L’aumento è stato sostenuto dal saldo migratorio mentre il tasso di crescita naturale (dato del 2024) si attesta a – 3,4 per mille.