Lavoro, il ricollocamento degli Over 50: troppo costosi e “analogici”

I lavoratori over 50 anni espulsi dal mercato del lavoro fanno sempre più fatica a rientrare in ufficio o in fabbrica secondo l'indagine della Uil.
Call center - Image by Freepik
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Sono sempre di più e fanno sempre più fatica a rientrare in ufficio o in fabbrica. Una situazione che riguarda le lavoratrici e i lavoratori di età superiore ai 50 anni espulsi dal mercato del lavoro. La questione del ricollocamento degli over 50 in Lombardia è, infatti, un tema centrale nell’agenda della UIL regionale.

«Nel 2026 – specifica la Uil mentre l’occupazione in questa fascia d’età cresce statisticamente (anche per l’innalzamento dell’età pensionabile), chi perde il lavoro subisce un’esclusione che rischia di diventare strutturale».

Lavoro, il ricollocamento degli Over 50: i punti chiave individuati dalla Uil

La Uil, in base ai dati regionali relativi al 2025 e all’inizio di quest’anno, ha individuato alcuni punti chiave. Il primo è la vulnerabilità economica. «In Lombardia – viene precisato – si contano oltre 112mila disoccupati over 50. Di questi, una fetta consistente vive in una condizione di “povertà relativa” a causa della difficoltà di accedere a nuovi ammortizzatori sociali o a stipendi in linea con l’esperienza pregressa».

Poi c’è lo squilibrio demografico, in quanto «gli over 50 rappresentano ormai circa il 42% della forza lavoro totale. La Uil sottolinea come questo “invecchiamento” della popolazione attiva non sia accompagnato da adeguate politiche di age management nelle imprese». Infine, c’è il “nodo” cassa integrazione. «Ad aprile 2026, la Uil Lombardia ha segnalato un aumento della cassa Integrazione straordinaria (+71%), un segnale d’allarme per i lavoratori senior, spesso i primi a essere coinvolti in processi di ristrutturazione aziendale».

Sono tre, per la Uil Lombardia, le barriere principali che impediscono il rientro stabile. «Molti lavoratori licenziati hanno competenze tecniche solide, ma “analogiche”, che si scontrano con la digitalizzazione spinta dei processi produttivi lombardi». Capitolo costi aziendali. «Nonostante gli sgravi contributivi (come quelli previsti per le assunzioni over 50), le aziende percepiscono il lavoratore senior come “costoso” in termini di retribuzione annua lorda rispetto a un giovane, ignorando il valore dell’esperienza».

E poi c’è l’inefficacia delle politiche attive. Il sindacato, in pratica, evidenzia come programmi come il GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori) non sempre riescano a intercettare le esigenze specifiche di chi ha 30 anni di carriera alle spalle, offrendo spesso corsi di formazione troppo generici.

Lavoro, il ricollocamento degli Over 50: le proposte

La Uil Lombardia, per contrastare il rischio di un’espulsione definitiva, propone invece una formazione continua e certificata. Cioè, non aspettare il licenziamento, ma rendere obbligatorio il reskilling (riqualificazione), mentre il lavoratore è ancora in azienda. Il sindacato nota poi come molti over 50 ricollocati finiscano in forme di part-time involontario o contratti a termine che non garantiscono una copertura previdenziale dignitosa. Serve, infine, la trasformazione delle decontribuzioni temporanee in incentivi strutturali legati alla qualità del contratto.