Occhi di gatto che diventa i Led Zeppelin e torna sigla del cartone animato con chitarre e batteria per far saltare il teatro Ariston. La serata delle cover del Festival di Sanremo non ha tradito le attese e con le Bambole di Pezza ha regalato cinque minuti di follia pura: una versione rock del brano che apriva le storie delle tre sorelle Kelly, Sheila e Tati, ladre specializzate in opere d’arte.
Quello che di per sé è un genere molto apprezzato – le sigle dei cartoni animati fanno cantare a squarciagola – ha contaminato il festival e si è trasformato in “Whole lotta love” con cui Cleo, la limbiatese Martina Ungarelli, ha potuto liberare tutta la voce ricevendo con la band l’applauso del pubblico realmente coinvolto alla pari del maestro Enrico Melozzi, chiamato a lasciare il podio per “dirigere” dal palco il gran finale con gli applausi.
Sanremo 2026: Bambole di Pezza quarte nella serata Cover, «siamo rock and roll dentro»
«Noi siamo rock and roll dentro. Abbiamo portato sul palco il nostro lato scatenato e un po’ pazzerello – hanno detto le Bambole a caldo ai microfoni Rai – Anche il finale è stato il momento in cui ci siamo un po’ sfogate, abbiamo perso il controllo che è il bello di fare rock».
«Eravamo quasi in trance, noi meditiamo così», ha concluso Cleo, confermando il “bilancio superpositivo” finora dell’esperienza sanremenese.
Sanremo 2026: Bambole di Pezza quarte nella serata Cover, la Top 10
Il risultato? Quarto posto, ai piedi del podio alle spalle di DitonellaPiaga con TonyPitony, Sayf con Alex Britti e Mario Biondi, Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma.
Alle spalle delle Bambole di Pezza, nella Top 10, quinto Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band e papà Gianni Morandi, Sal Da Vinci con Michele Zarrillo, Lda & Aka 7even con Tullio De Piscopo, Nayt con Joan Thiele, Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso, Luchè con Gianluca Grignani.