Una mostra che ha tanti fili da ritessere, così come il testo – il tessuto – è il principio più profondo della letteratura. I fili sono quelli di Emilio Salgari con la storia della letteratura, intanto, a poco più di 110 anni dalla morte a Torino e a 164 dalla nascita, a Verona. Poi quelli di due mondi lontani che si parlano: non solo il sud est asiatico dei romanzi e l’Italia, ma oggi ancora di più il mondo, con quel principe Sandokan che resiste alla colonizzazione e alle volontà, diffuse, di sopraffazione. Infine ci sono i fili diretti con Monza e la famiglia reale: intanto il titolo di cavaliere dell’Ordine della corona d’Italia per aver saputo “istruire dilettando” che gli fu attribuito dalla regina Margherita di Savoia; e poi quella collezione antropologica di oggetti provenienti dal sud est asiatico che sir Charles Brooke regalò al re Umberto I, ed è molto più di quanto non sembri.
Sandokan a Monza: la nuova mostra di Vertigo Syndrome

Sarà una mostra eccezionale, complessa ma soprattutto elettrizzante quella che Vertigo Syndrome si prepara ad allestire all’Orangerie della Villa reale, dal 7 marzo al 28 giugno: il Serrone accoglie “Sandokan. La tigre ruggisce ancora” e permetterà al pubblico infilarsi a Monza nella giungla del Borneo e seguire passo a passo l’immaginario che grazie a Salgari ha contagiato da fine Ottocento generazioni di italiani (e non solo).
“Un viaggio di immersione totale nel Sud-est asiatico ottocentesco, reale e leggendario, attraverso Borneo, Malesia, India e Indonesia, così come li ha immaginati Emilio Salgari, lo scrittore che ha fatto sognare generazioni di lettori” scrive Vertigo, che ha affidato la curatela del progetto a Francesco Aquilanti e Loretta Paderni per ricreare “una grande epopea visiva e sonora, capace di far dialogare la fantasia letteraria con materiali storici autentici, in un continuo gioco di rimandi tra invenzione narrativa e realtà“.
La mostra ha il patrocinio del Comune di Monza ed è stata realizzata grazie alla collaborazione attiva del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e di istituzioni e privati che hanno aderito al progetto, mettendo a disposizione i loro oggetti, documenti, cimeli e soprattutto competenze culturali. Tra queste il Museo delle Civiltà di Roma, la Fondazione Tancredi di Barolo, gli eredi Matania/Della Valle, la Cong Sa-Hugo Pratt proprerties, l’Archivio Sarti, il Museo Stibbert di Firenze, la Rai, la Cineteca Nazionale e l’Istituto Luce.
Sandokan a Monza: la grande eredità di Emilio Salgari
“C’è una nuova generazione che ha incontrato Sandokan per la prima volta grazie alla recente serie televisiva, riscoprendo oggi un eroe che appartiene a una tradizione molto più lunga – scrive ancora Vertigo Syndrome fondata da Chiara Spinnato e Filippo Giunti – . E ci sono gli adulti che con la Tigre della Malesia sono cresciuti: bambini negli anni Settanta, incollati allo schermo davanti allo sceneggiato con Kabir Bedi, oggi genitori pronti a riconoscere in quelle storie l’origine dei propri sogni di avventura. Ma la passione per questo personaggio ha trascorso almeno cinque generazioni a partire da quel martedì 16 ottobre 1883 quando il romanzo di Emilio Salgari La Tigre della Malesia con il suo protagonista Sandokan venne pubblicato in 150 puntate sul giornale La Nuova Arena di Verona. Un successo straordinario di pubblico, un fenomeno letterario che dura intatto da quasi 150 anni“. Un ponte tra generazioni, aggiungono, ma non una rêverie dai contorni nostalgici, perché Sandokan è “un eroe romantico e profondamente politico, una figura di resistenza e di ribellione, protagonista di un ciclo di avventure che, alla fine dell’Ottocento, contribuì in modo decisivo a formare l’immaginario collettivo italiano, in un Paese giovane e affamato di mondi lontani”. Quel ribelle che, oggi come allora, si presenta in un’epoca “inquieta e disorientata”.

A scoprire i contenuti della mostra, è come se l’idea fosse esplosa nelle mani degli organizzatori e dei curatori. Per esempio con la presentazione inedita della collezione etnografica originale dei Dayak, donata al re d’Italia Umberto I da sir Charles Brooke, discendente diretto del leggendario ma realmente esistito Rajah Bianco James Brooke, che nei romanzi di Salgari è l’antagonista letterario di Sandokan. Da un secolo sono nella collezione del Museo delle civiltà di Roma e che, per la prima volta, rivedono la luce, rifacendo anche scoprire parole come klewand, dadao, lantaka e golok, talwar e kelambi.
Sandokan a Monza: un viaggio multisensoriale al Serrone
Sarà un viaggio multisensoriale, annunciano gli organizzatori, che farà entrare i visitatori che oltrepasseranno la porta del Serrone nella giungla del Borneo, per ascoltare i misteriosi ramsinga e i tamburi di guerra, i versi delle tigri e il fragore delle battaglie navali. “Ambienti ricreati con cura, minuzia e originalità, materiali storici, immagini, testi, suoni e voci costruiscono un racconto stratificato, capace di coinvolgere il visitatore su più livelli. Un percorso narrativo che farà battere il cuore a grandi e piccini“.
Il percorso espositivo parte dai luoghi dell’avventura, per raccontare la leggendaria Mompracem, tra carte geografiche, effetti sonori, fotografie d’epoca, tavole botaniche e illustrazioni, per riscostruire uno spazio in cui “di notte è un frastuono orribile di urla, di ruggiti, di sibili che gela il sangue“. Poi gli oggetti del mito, come i costumi originali della serie tv degli anni Settanta disegnati da premio Oscar Nino Novarese e “ritrovati in una delle più antiche sartorie teatrali italiane”, gli oggetti e le armi di scena provenienti dalla più importante attrezzeria cine-teatrale, oltre alle lance, gli scudi e i trofei dei Dayak, i “tagliatori di teste“. Sono oggetti e materiali che arrivano da collezionie musei italiani, inclusi “autentici crani umani rituali, la cui presenza, mediata da involucri cerimoniali, da legature e materiali aggiuntivi che avevano il ruolo di attribuirgli un significato simbolico e rituale”, testimoniano con immediatezza agli occhi dei visitatori tutta la millenaria e misteriosa ritualità di questa popolazione così come immaginate e descritte da Emilio Salgari“.
Sandokan a Monza: personaggi e materiali in mostra

Con Sandokan, la Tigre della Malesia, trova spazio la galleria di personaggi che attraversa i romanzi di Salgari, come Yanez de Gomera, Marianna Guillonk, la Perla di Labuan, Tremal-Naik a Kammamuri, i Tigrotti, attraverso “illustrazioni originali, materiali editoriali, immagini cinematografiche e fumettistiche mostrano come questi personaggi abbiano attraversato epoche e linguaggi, fissandosi nell’immaginario collettivo come figure archetipiche dell’avventura, del coraggio e della lealtà”.
Infine lui, Emilio Salgari, che come Fedor Dostoevskij (e Giacomo Leopardi) aveva un contratto capestro con l’editore che lo portò – insieme a una sequela ininterrotta di drammi familiari che sarebbe proseguita dopo di lui – a togliersi la vita anzitempo, 48 anni, dopo avere prodotto migliaia e migliaia di pagine che avevano cresciuto tanti italiani che (come lui) non avevano mai visto quei posti esotici e straordinari che raccontava con tanta meticolosa cura. E la mostra si prepara a testimoniarlo, attraverso l’eredità lasciata al pubblico che ha attraversato il cinema dagli anni Quaranta per approdare alla tv con lo sceneggiato la cui colonna sonora risuona ancora nelle orecchie di tutti, poi i bozzetti di costumi e le tavole preparatorie originali di illustratori come Alberto della Valle e fumettisti come Hugo Pratt. “Un secolo di immagini e testimonianze che confermano la vitalità di un mito capace di attraversare linguaggi, epoche e generazioni mantenendo intatti quei valori di avventura, coraggio e lealtà”.
Sandokan a Monza: il calendario di eventi per la mostra
Il progetto espositivo, come da dna di Vertigo Syndrome, sarà corredato da un ricco calendario di eventi collaterali, incontri, laboratori e attività didattiche che approfondiscono gli argomenti collegati alla mostra, trasformandola di fatto in una sorta di festival tematico. I visitatori più piccoli saranno coinvolti in giochi e avventure – dicono gli organizzatori – all’interno del percorso espositivo al termine dei quali riceveranno in omaggio un premio “piratesco” e avranno a loro disposizione un piccolo spazio dove disegnare, colorare e partecipare a giochi a loro dedicati.
“Il successo delle nostre precedenti mostre ha confermato quello che pensavamo: se sei abbastanza bravo da raccontarla come qualcosa di emozionante e interessante, una mostra può attirare persone che solitamente non visitano mostre perché le associano alla noia” dicono Chiara Spinnato e Filippo Giunti, fondatori di Vertigo Syndrome. Proprio per questo, la società conferma la formula “soddisfatti o rimborsati” ai visitori che non troveranno soddisfacente la mostra.





SANDOKAN. La tigre ruggisce ancora
Monza, Orangerie della Villa reale
7 marzo – 28 giugno 2026
Orari
Dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Lunedì chiuso
Biglietti
Intero 16.50 euro, ridotto 14, ridotto bambini dai 7 ai 12 anni 6 euro
Catalogo
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