Desio, la scuola di italiano per stranieri compie 30 anni: pronto un programma celebrativo

Nata su input di Orietta Strazzanti, insegnante dell'istituto Fermi, la proposta culturale ha aiutato tante persone nell'apprendimento della lingua, facilitandone l'inserimento sociale
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La scuola di italiano per stranieri è un riferimento da 30 anni per il territorio

Era nata dal seme di un’idea di integrazione, che immagina le persone come risorse e non ostacoli. Ora, dopo 30 anni, quel seme è diventato un grande albero che si è concretizzato nella Scuola di italiano per stranieri. L’associazione desiana, che quest’anno ha raggiunto il trentesimo anniversario, è nata da un moto di indignazione di Orietta Strazzanti, ai tempi insegnante all’Istituto Fermi. Era il 1995 quando sui muri di Desio apparve un manifesto che la turbò profondamente. Si riferiva con fare stigmatizzante a senzatetto, stranieri, mendicanti o ambulanti. Seguiva la firma del sindaco. «Il manifesto era scritto in cinque lingue, tra cui il bosniaco. Erano gli anni della guerra nei Balcani e c’erano profughi anche a Desio», ricorda Orietta. «Come insegnante ho pensato che bisognava fare qualcosa per accogliere queste persone e non cacciarle via. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata insegnare la lingua italiana, che è un veicolo per farsi capire». L’idea trovò subito terreno fertile. «All’Enrico Fermi ho trovato subito il riscontro dei colleghi e di don Gianluigi Frova. Non appena ho accennato al progetto a monsignor Galli, mi ha detto subito di sì e mi ha dato i locali del Centro parrocchiale, tuttora utilizzati dalla scuola».

Scuola di italiano per stranieri: la soddisfazione della fondatrice

Da quel momento sono passati trent’anni e l’albero è cresciuto rigoglioso. «Di anno in anno provo tanta gioia nel vedere che questo servizio risponde a un bisogno della società -spiega la fondatrice-. Ci sono tanti volontari che con entusiasmo si danno da fare, anche giovani con talenti diversi e nuove conoscenze. È una cosa molto bella che penso faccia onore alla città e riempia di gioia chi la fa come volontaria». I risultati del lavoro della scuola si vedono nelle storie di chi è passato da quei banchi. Come una ragazza dell’Ecuador che ha studiato con loro e ora è tornata nel suo paese ed è diventata fisioterapista. Un’altra ragazza pakistana che si è diplomata al Fermi dopo aver seguito i corsi di italiano e ha poi lavorato in un’azienda di Desio.

Scuola di italiano per stranieri: il dettaglio delle iniziative in calendario

E quindi, per celebrare questo grande traguardo, la Scuola ha organizzato una serie di eventi raccolti sotto il titolo “Parole che uniscono. 30 anni insieme”. Sabato 28 febbraio, alle 16 nell’Aula Castelli del Centro parrocchiale, si terrà la conferenza “L’accoglienza comincia dallo sguardo. Le scuole di italiano come ponte verso l’integrazione”, con il professor Maurizio Ambrosini, docente di Sociologia delle migrazioni all’Università degli studi di Milano. Introdurrà e modererà Paola Carzaniga, presidente della Scuola di italiano per stranieri. Domenica 12 aprile, dalle 16, all’Oratorio Beata Vergine verrà presentata la pubblicazione del libro dedicato alla Scuola di italiano e verrà inaugurata una mostra dedicata ai volti della scuola di italiano. Un anniversario che è anche un momento di riflessione, memoria e festa per celebrare tre decenni di ponti costruiti con le parole e l’accoglienza.