La proiezione del film “Jojo Rabbit”, scritto, diretto e coprodotto nel 2019 da Taika Waititi, che racconta la storia di Johannes Betzler, detto Jojo, un bambino dapprima convinto sostenitore del nazismo, da cui poi prende le distanze, ha introdotto martedì 27 gennaio, ne L’Auditorium di piazza Risorgimento a Seregno, la mattinata che l’istituto Levi di via Briantina ha dedicato alla giornata della Memoria delle vittime dell’Olocausto. «È un film commovente -ha spiegato al termine il dirigente Massimo Viganò-. Ci sono dentro i sentimenti che ci governano, la grazia e la bellezza». Viganò ha quindi approfondito, riprendendo il suo percorso di docente: «Quando insegnavo, chiedevo ai miei studenti a cosa serve la storia e non arrivava mai la risposta che avrei voluto sentire, cioè che la storia non serve a niente, perché continuiamo a fare gli stessi errori. Al massimo, ci serve per capire cosa potrà accadere in futuro, sulla scorta dell’esperienza passata. Ci serve come memoria: ricordare ciò che è stato e che non dovrebbe più accadere. Il nazismo ha operato anche sull’eugenetica, per creare una razza ariana perfetta, eliminando ad esempio gli storpi».
Istituto Levi: l’intervento del prefetto Roccatagliata
Il dibattito, che ha dato voce anche ad alcuni studenti, ha quindi coinvolto il prefetto Enrico Roccatagliata, che già aveva partecipato in novembre alla marcia contro la violenza sulle donne e che parteciperà giovedì 5 febbraio, in mattinata, sempre ne L’Auditorium, ad un’iniziativa che l’istituto Levi proporrà in occasione del giorno del Ricordo delle vittime delle foibe, con un contributo di Anna Maria Crasti, testimone dell’esodo istriano, fiumano e dalmata. Roccatagliata ha esordito con una duplice domanda ai giovani in sala: «Vi è piaciuto il film? Vi siete immedesimati nel personaggio?». Il prefetto ha poi ripreso il tema dell’eugenetica, prima toccato da Viganò: «Adolf Hitler nel 1934 emanò una legge per la sterilizzazione dei disabili. Ne furono sterilizzati 300mila o 400mila, compresi deboli di mente ed alcolisti. Poi arrivò la legge che impediva il matrimonio, se uno dei fidanzati era affetto da patologie per cui era prevista la sterilizzazione. Il personale medico era tenuto a segnalare al sistema sanitario nazionale la nascita di disabili, che poi erano concentrati in una ventina di reparti sul territorio nazionale, per arrivare alla loro eliminazione. Hitler passò quindi anche all’eliminazione dei disabili adulti. Le uccisioni proseguirono fino a dopo il termine del conflitto bellico».
Istituto Levi: il sindaco Rossi ricorda la famiglia Gani
Per parte sua, il sindaco Alberto Rossi ha al contrario evidenziato che «il prefetto ci ha fatto un regalo, perché il momento che stiamo vivendo non era affatto scontato». Rossi ha infine ricordato la famiglia Gani, di religione ebraica, ai componenti della quale sono dedicate le prime cinque pietre d’inciampo sul territorio: «Erano seregnesi coloro che li accolsero, come erano seregnesi coloro che li condannarono con una delazione. Nella società c’è sempre il bene ed il male: abbiamo però la possibilità di essere complici o di dire che non ci stiamo, difendendo il più debole».