Non sono bastati i due giorni di perturbazione per cambiare lo stato dell’aria nella provincia di Monza e Brianza: anche dopo il monitoraggio di mercoledì 11 marzo, restano attive le misure di primo livello in vigore dal 27 febbraio, con due soli giorni di Pm 10 sotto la soglia limite di 50 microgrammi per metro cubo.
Da venerdì 13 marzo si attivano nelle province di Como, Lecco, Bergamo, Milano e Mantova e di secondo livello nelle province di Lodi e Cremona, dove, in aggiunta alle limitazioni già attive previste per il primo livello, sarà vietato l’utilizzo anche degli impianti a biomassa legnosa classificati fino a 4 stelle comprese.
Qualità dell’aria: Monza e Brianza, quali sono le misure di primo livello ancora attive
In tutti i Comuni della provincia saranno in vigore “la riduzione di 1° C delle temperature massime nelle abitazioni, il divieto di utilizzo degli impianti termici alimentati a biomassa legnosa fino a 3 stelle comprese, il divieto di spandimento dei liquami zootecnici (salvo iniezione e interramento immediato) e il divieto di qualsiasi tipo di combustione all’aperto (ad esclusione dei falò e dei fuochi rituali che si svolgono in occasione di manifestazioni di rievocazione storica o di ricorrenze della tradizione popolare riconosciute come tali dai Comuni)“, spiega la nota della Regione.
Nei Comuni con più di 30mila abitanti, e in quelli che hanno aderito su base volontaria, attivo il divieto di circolazione dei veicoli fino a euro 1 benzina e fino a euro 4 diesel compresi, anche se dotati di FAP (filtro antiparticolato) efficace o aderenti al servizio Move-In.