«I cantieri per la realizzazione dell’autostrada Pedemontana? Se tutto va velocemente li vedremo in città con l’estate, forse addirittura nel mese di settembre. Il primo intervento sarà l’abbattimento del ponte di via Sant’Eurosia». Lo ha rivelato in settimana il sindaco di Cesano Maderno Gianpiero Bocca, fornendo aggiornamenti sui ritardi per la realizzazione dell’opera.
Molti cittadini ricordano che Cesano Maderno a dicembre, unico comune in tutta la tratta B2, aveva organizzato un incontro pubblico con i vertici di Pedemontana proprio per illustrare tutto il piano di cantierizzazione. In quella serata Pedemontana aveva anche indicato i tempi: il cantiere a Cesano Maderno aprirà nel mese di gennaio. Pronostico decisamente sbagliato. «Bisogna completare l’attività di bonifica per la diossina – spiega Bocca – e soprattutto bisogna ottenere i certificati autorizzativi dagli enti di controllo. Una sorta di collaudo che dica che le operazioni sono state svolte in modo corretto. Ci vorrà tempo».

Pedemontana a Cesano, il punto in una conferenza stampa del Pd
L’occasione per fare il punto sui lavori è stata offerta dalla conferenza stampa convocata dalla sezione cittadina del Partito Democratico in settimana. «Vogliamo ribadire tre aspetti – ha affermato Elisa Zanellato, segretario cittadino -. Innanzitutto la responsabilità: la scelta è della regione Lombardia. Poi il progetto cambiato negli anni e, infine, il notevole impatto ambientale con il consumo di suolo».
Ad allargare un po’ lo sguardo sull’opera ci ha pensato Gigi Ponti, consigliere comunale e regionale del Pd: «Già con le fasi propedeutiche – ha evidenziato – si notano forti impatti sul territorio. Immaginiamo cosa succederà durante i lavori. Questo ci porta a richiedere con forza un intervento deciso della Provincia. Per legge Pedemontana deve accantonare fondi per la forestazione del territorio. Noi chiediamo che quei 12 milioni di euro, un tesoretto, siano utilizzati per fare prima di tutto un progetto per la tutela ambientale. A oggi non c’è il terreno per mettere le piante: bisogna studiare come utilizzare quei fondi, il progetto non può essere studiato dopo la fine dei lavori dell’autostrada. Sono previste opere di compensazione a verde nei vari comuni attraversati dall’autostrada, ma è evidente che sono insufficienti e inadeguate».
Pedemontana, continua la raccolta firme contro i pedaggio: superata quota 10mila firme
Il Partito Democratico, nel frattempo, rilancia la necessità di dare continuità alla raccolta firme contro il pagamento del pedaggio della futura autostrada. A oggi è stata superata quota 10mila firme da parte di brianzoli di ogni colore politico. A nessuno piace l’idea di pagare quello che oggi, come Milano-Meda, è completamente gratuito. «In questo momento – conclude Ponti – dobbiamo concentrarci su ciò che è utile fare oggi per evitare disastri domani. L’impatto della futura autostrada non è accettabile, con il pagamento rischiamo di avere migliaia di automobilisti sulle nostre strade».