Monza, un 20enne arrestato per truffa a un’anziana: «L’auto di suo marito usata per una rapina»

Un altro caso analogo dopo quello di Lesmo: una anziana truffata dal finto carabiniere che racconta di una rapina effettuata con l'auto di famiglia
La Squadra Mobile della Polizia di Monza
La Squadra Mobile della Polizia di Monza

“L’auto di suo marito è stata utilizzata per una rapina in gioielleria”, la stessa “storiella” inventata ai danni di una coppia di anziani di Lesmo è stata replicata anche a Monza, anche in questo caso con anziani raggirati. E’ accaduto nel pomeriggio del 13 maggio. E come, nel paese brianzolo, le forze dell’ordine hanno individuato il presunto responsabile, un cittadino italiano di vent’anni, residente fuori provincia, arrestato in flagranza per truffa aggravata. Ad operare sono state le Squadre mobili della Questura di Milano e di Monza e della Brianza. La vittima e una donna di 75 anni.

Monza, il 20enne si finge carabiniere e deruba l’anziana

Gli agenti della Mobile hanno fermato il giovane appena uscito dalla abitazione della vittima: con sé aveva uno zaino pieno di gioielli appartenenti alla anziana alla quale aveva raccontato di essere un carabiniere e di dover effettuare un controllo dei preziosi per verificare che non si trattasse di quelli trafugati dalla gioielleria.

Tutto è partito dai giardini di via Arosio, di fronte alla stazione ferroviaria dove gli agenti hanno notato il 20enne aggirarsi “con fare sospetto” al telefonino e, dopo qualche minuto, salire su un taxi: i poliziotti hanno “annusato” che qualcosa non andava e hanno deciso di pedinarlo finché, sceso dal taxi, si è incamminato, sempre parlando al telefono, fino nei pressi di una abitazione dove ha citofonato ed è entrato. Dopo qualche minuto è sceso ed è stato bloccato dagli agenti, appostati, che gli hanno trovato addosso lo zaino contenente un sacchetto con i gioielli.

Monza, il 20enne germato dagli agenti della Squadra Mobile e il racconto della vittima

La proprietaria dei preziosi, subito raggiunta, ha confermato di averli consegnati poco prima al giovane, che si era presentato come appartenente all’Arma dei Carabinieri: ha raccontato di essere stata contattata in precedenza al telefono, da una donna, a più riprese, sia sull’utenza fissa che sul cellulare, chiamate durate in totale un’ora, la quale l’aveva informata che in mattinata un veicolo intestato a suo marito era stato coinvolto in una rapina in una gioielleria. Di qui la necessità di appurare un eventuale coinvolgimento nella rapina del nucleo familiare attraverso verifiche su tutti i beni preziosi della coppia. La signora è stata quindi invitata a prelevarli e a farli trovare pronti al loro arrivo, per consentire le verifiche sulla legittimità della provenienza.

Il 20enne, giunto in casa della 75enne, approfittando di un momento di distrazione della vittima, dopo aver raccolto tutti i preziosi che la donna aveva sistemato su un mobile, si è allontanato frettolosamente. Tutti i gioielli, dettagliatamente descritti in denuncia dalla vittima, dal valore stimato in almeno 20.000 euro, sono stati restituiti. Al termine degli accertamenti il 20enne, già noto per truffa e furto, è stato tratto in arresto e tradotto in carcere a Monza in attesa della udienza di convalida.

L'autore

Classe 1971, faccio il giornalista dal secolo scorso, da fresco universitario. Sempre fedele al Cittadino, sono stato prima collaboratore locale, poi, da assunto, praticante e infine professionista, dal 2008. Le mie passioni? La cronaca nera e le storie (belle) delle persone. Ma anche lo sport, il rosso (Ferrari e Ducati), il verde dei campi da calcio e l’arancione di quelli da tennis (e del pallone da basket). E poi le serie tv, i libri di Simenon e una pedalata al parco, di Monza naturalmente.