Niente da fare per i nostalgici dei Fuochi di San Giovanni: anche nel 2026 dovranno fare a meno dello spettacolo pirotecnico che fino al 2019 ha caratterizzato i festeggiamenti dedicati al patrono di Monza. La manifestazione, sospesa dalla giunta Allevi a causa della pandemia di covid-19, non è stata ripristinata dall’amministrazione Pilotto sia per l’esplodere dei costi necessari a garantire la sicurezza del pubblico, che rischiano di superare quelli tecnici, sia per la sua collocazione nel Parco, da sempre mal digerita dagli ambientalisti.
Monza: San Giovanni sempre senza fuochi d’artificio e fiera del bestiame
Eppure qualche speranza di un ritorno al passato è stata alimentata alcuni mesi fa dal vicesindaco Egidio Longoni che lo scorso dicembre, in occasione della presentazione del bilancio preventivo 2026, aveva annunciato un rilancio della Sagra di San Giovanni e il ripristino di alcune manifestazioni tradizionali.
Tra quelle che saranno ripescate non rientrano, però, né la fiera del bestiame dalle origini medievali, durante la quale venivano premiati gli allevatori che esponevano i migliori esemplari di bovini ed equini, che è stata soppressa tra le polemiche nel 2012, né i fuochi.
Monza: sagra di San Giovanni più tradizionale, al lavoro per programma di iniziative conviviali
«Per il futuro si potrebbe valutare la possibilità di allestire uno spettacolo con droni luminosi se il costo diventerà più abbordabile grazie all’avanzare delle tecnologie e all’aumento delle richieste – afferma il sindaco Pilotto – ma non per quest’anno».
L’amministrazione dovrebbe, invece, mantenere la promessa di arricchire il cartellone della Sagra: «L’idea – spiega il sindaco – è quella di rafforzare l’aspetto della festa. Longoni e gli assessori al Commercio Carlo Abbà e alla Cultura Arianna Bettin stanno lavorando per proporre più iniziative, momenti di incontro e occasioni di convivialità che consentano ai monzesi di stare insieme in modo sereno».