Monza, riecco il Belvedere di Villa Mirabellino: scelto tra i luoghi del cuore Fai

Il recupero del giardino vuol essere un primo passo verso il restauro del Mirabellino che oggi è in completo abbandono.
Il taglio del nastro del recupero del Belvedere a Monza
Il taglio del nastro del recupero del Belvedere a Monza

Quattro liriodendri sono la testimonianza storica del Belvedere di Villa Mirabellino. Compaiono anche sulla litografia di Carlo Sanquirico, scenografo al Teatro alla Scala, realizzò nel 1830 ed ha ispirato il restauro. Sabato 10 ottobre il taglio del nastro che chiude un percorso iniziato nel 2022 quando Villa Mirabellino risultò al decimo posto tra i luoghi del cuore del Fai grazie ad una mobilitazione della città con oltre 17 mila voti.

Quel successo ha portato ad un contributo di 24 mila euro da parte del Fai a cui si sono aggiunti 26 mila euro del Consorzio di gestione. Sabato erano presenti tutti i protagonisti di questo percorso : dal sindaco e  Presidente del Consorzio Paolo Pilotto a Elena Colombo, capo delegazione del Fai di Monza e Brianza, il funzionario della Soprintendenza Carlo Catacchio, l’agronomo del Parco Dante Spinelli e Corrado Beretta, responsabile della valorizzazione del complesso.

L’area di 3 mila 500 metri quadri è stata ripulita, disboscata, sono stati piantati alcuni carpini,  varietà storiche di camelie, ortensie, felci e bulbi che assicureranno fioriture primaverili.

Monza, la riqualificazione del Belvedere: risultò decimo tra i luoghi del cuore

La storia del Belvedere si lega al periodo napoleonico della Villa Mirabellino, realizzata nel 1776 dal cardinale Angelo Maria Durini e poi inglobata nel parco napoleonico insieme a Villa Mirabello.

«Era la villa più amata da Amalia di Baviera- ha spiegato catacchio- e da Eugenio di Beauharnais che modificarono anche in parte la villa con gusto francese e realizzarono un punto panoramico dove si sorseggiava té e cioccolata calda».

Il giardino era il luogo dove esibire piante esotiche come i liriodendri (o alberi dei tulipani) , ma sul prato all’inglese c’era anche un allevamento di fagiani dorati fatti arrivare dall’Afghanistan

Il recupero del giardino vuol essere un primo passo verso il restauro del Mirabellino che oggi è in completo abbandono.

«Abbiamo chiesto fondi al Ministero- prosegue Catacchio- che ci permetterà di ripristinare le facciate e di poter attraversare il salone centrale per momenti di visita». Il cantiere da 260 mila euro dovrebbe partire in primavera.

Il giardino ritrovato sarà aperto oggi dai volontari del Fai e poi in occasione di eventi: «Ci piacerebbe aprirlo alle scuole per visite guidate- spiega Beretta- ma anche per piccoli concerti, presentazioni di libri, degustazioni».

«Questo intervento- ha ricordato Elena Colombo- vuole essere un simbolo di rinascita. Un traguardo raggiunto grazie alla mobilitazione intorno al bene che abbiamo avuto nel 2022, raccogliendo firme nelle scuole, nei luoghi dello sport, tra glie esercizi commerciali. Grazie al Comitato che si è costituito con la Croce Rossa, l’Ordine degli Architetti, il Consorzio che si sono prodigati per far votare questa villa storica, luogo del cuore».

L'autore

Il primo articolo a 13 anni e non ho più smesso. Al Cittadino dal 1992 ho scritto po’ di tutto con un amore incondizionato per Parco e Villa reale. Leggo molto e sono nella giuria del Premio Brianza.
Mi piace raccontare storie e possibilmente buone notizie. Le mie buone notizie sono i miei quattro figli e la nipotina!