Monza piange Ghi Meregalli: con la Rievocazione ha tramandato la storia della città

Martedì mattina nel Duomo l'ultimo saluto a Ghi Meregalli, che con la Rievocazione Storica ha fatto conoscere Monza tramandandone la storia.
Rievocazione storica Monza 2023
Rievocazione storica Monza 2023 Fabrizio Radaelli

Appena terminata un’edizione della “Rievocazione storica” aveva già l’idea di come organizzare quella successiva. Anzi, forse ci pensava già mentre vedeva sfilare i “suoi” figuranti tra le strade di Monza. Ghi Meregalli era fatta così. Aveva un amore profondo per la sua amata città e voleva fare conoscere a tutti la sua storia millenaria.

Addio a Ghi Meregalli, la “signora di Monza”

«Soprattutto adesso che non si studia più nelle scuole – ripeteva spesso – io, oltre ai racconti dei miei familiari, sapevo tante cose perché le apprendevo dalla mia maestra delle elementari».

Anche quest’anno nel mese di luglio Ghi Meregalli stava programmando la 46° edizione della “Rievocazione storica”. Sul suo tavolo vi erano libri e opuscoli da cui trarre ispirazioni e argomentarle con sommo rigore storico. Quel materiale è rimasto lì: libri ancora aperti, fogli degli appunti da riempire perché Ghi, la signora di Monza, l’appellativo che si era meritata, se n’è andata prima di vedere realizzata una nuova edizione della sua creazione. La sua morte ha lasciato tante persone nel più grande sconforto e nella massima incredulità. Negli ultimi tempi la salute aveva dato qualche problema, ma lei sembrava immortale.

Monza piange Ghi Meregalli: gli esordi della Rievocazione

Lei era la Rievocazione, lei era, appunto, la signora di Monza. Era partita in sordina la sua idea di rappresentare in costumi d’epoca la storia di Monza, poi, negli anni, era diventata una manifestazione sempre più importante che aveva valicato i confini cittadini. Arrivavano figuranti e artisti dalla Lombardia e da diverse regioni d’Italia. E poi la copertura nazionale da parte dei telegiornali che rendevano Ghi giustamente orgogliosa. Raccontava che in passato con il marito girava l’Italia per vedere palii e cortei storici. Aveva stretto amicizie solide con gruppi che la raggiungevano a Monza in occasione della sua manifestazione.

Con la sua signorilità e la sua fermezza dirigeva i tanti volontari (figuranti, sarte, pittori, decoratori, maestri orafi e tanti altri) che prendevano parte alla rievocazione. «Come è difficile organizzare tante persone così diverse – confidava – ma nello stesso tempo sono contenta perché tutti mi vogliono bene».

Monza piange Ghi Meregalli: il Comitato per la Rievocazione storica

Ghi si considerava “diversamente giovane” per la sua brillantezza e il suo entusiasmo, ma aveva dovuto fare i conti con gli anni che passavano. «I miei familiari mi sgridano perché penso troppo poco a me – diceva – ma io sono fatta così. Sono monzese, brianzola e noi non siamo abituati a piangerci addosso. Noi sappiamo reagire anche quando le cose non vanno bene». Aveva, comunque, accettato di farsi aiutare e di cercare degli eredi e nel 2020 aveva trovato persone sensibili e amanti delle tradizioni con le quali aveva fondato il Comitato per la Rievocazione storica monzese.

Monza piange Ghi Meregalli: la storia di famiglia

Ghi teneva molto alle sue origini. Da bambina con i suoi fratelli giocava sul sagrato del Duomo e, spesso, veniva invitata dall’arciprete di allora, monsignor Baraggia, a visitare il tesoro della basilica e persino, a toccarlo con mano. Nella sua casa si mangiavano esclusivamente piatti brianzoli e le favole raccontate ai bambini erano ambientate in Brianza.
Nel 1856 il suo trisavolo Giovanni Meregalli, che gestiva una piccola osteria con mescita a Vedano al Lambro, si trasferì a Villasanta dove aprì una fiaschetteria con vendita all’ingrosso. Fu l’inizio di una grande tradizione nel commercio di vini di altissima qualità. Oggi alla guida del Gruppo Meregalli c’è Marcello, figlio di Giuseppe, uno dei fratelli di Ghi.

Monza piange Ghi Meregalli: funerali martedì in Duomo

La “signora di Monza” sarà salutata dalla sua città martedì mattina alle 10.45 in Duomo.