Il Consorzio della Reggia di Monza ha un nuovo consiglio di gestione. Il debutto, lo scorso 19 giugno, con un ordine del giorno che, come annunciato dal presidente del Consorzio Paolo Pilotto, è la priorità del momento: la concessione dell’autodromo. «Abbiamo atteso l’insediamento del nuovo consiglio di gestione – spiega il sindaco – per affrontare due punti importanti per il Consorzio. In primo luogo, le linee guide per il rinnovo della concessione dell’autodromo, sarà la volta del nuovo statuto e la scelta della nuova governance».
Monza: salvare il Gran premio F1 all’autodromo e il nuovo consiglio
Intorno al tavolo del consiglio di gestione volti nuovi e un paio di conferme. Confermati come rappresentante del comune di Milano Marco Sala, imprenditore, vicepresidente del Gruppo Desa e Luca Santambrogio, presidente della Provincia. Cambia il rappresentante del ministero dei Beni culturali che sceglie Angelo Crespi, attuale direttore di Brera e già nel comitato scientifico di Parco e Villa. Luca Tommasi, gallerista e critico d’arte di origine monzese è il nome espresso da Regione Lombardia. Cambia anche il rappresentante di Camera di commercio: Carlo Edoardo Valli passa il testimone ad Alberto Dossi, presidente del gruppo Sapio. Un nome nuovo anche per Assolombarda: Aldo Fumagalli, già ceo di Candy lascia il posto a Fabrizio Felippone, ceo di Project Automation.
Monza: salvare il Gran premio F1 all’autodromo e le linee guida
All’ordine del giorno del primo incontro del nuovo è stato approvato all’unanimità il documento che disegna le linee guida verso la concessione dell’autodromo. Nel documento si ricorda che il compendio dell’Autodromo nazionale di Monza è di proprietà della Regione Lombardia, del Comune di Milano e del Comune di Monza, in comunione indivisa, e “tutti gli immobili costituenti il compendio dell’Autodromo nazionale di Monza sono beni culturali”.
Il punto non è banale. È stata la Regione Lombardia per bocca del presidente Attilio Fontana, esattamente un anno fa, a sollecitare una nuova concessione per garantire continuità e sviluppo all’autodromo fino al 2050.
«Confermiamo la nostra volontà di garantire il Gran premio d’Italia di Formula 1 a Monza – aveva spiegato Fontana – in maniera stabile e continuativa, come appuntamento simbolo della nostra regione e di un territorio che ha scritto la storia dei motori» e aveva ricordato l’approvazione di una delibera di giunta relativa ai contenuti della convenzione per il Gran premio 2025. Per Fontana occorreva porre l’accento su tempi e modi che riguardano una conferma pluriennale per la permanenza di Formula 1 nel Tempio della velocità. La questione è nota: la scadenza della concessione tra Consorzio Villa reale e Aci è il 31 dicembre 2028, ma il contratto tra Aci e gli organizzatori del Gran premio di Formula 1 scade nel 2031.
Monza: salvare il Gran premio F1 all’autodromo e l’appello regionale
«In tal senso – aveva detto Fontana – entro la fine del 2026 Aci dovrà confermare agli organizzatori la possibilità di svolgimento del Gran premio anche dopo il 2028. E pertanto, indispensabile procedere con la nuova concessione tra Consorzio e Aci». Nella delibera dei giorni scorsi il Consorzio ribadisce l’intenzione di “garantire la conservazione, il recupero e la valorizzazione del complesso monumentale ed ambientale, garantendone la fruizione pubblica” oltre che di “valorizzare il potenziale di relazioni secondo obiettivi di sviluppo sostenibile e promozione dell’attrattività nonché di promuovere ed ospitare, tra l’altro, manifestazioni sportive, in forme ed in tempi compatibili con la salvaguardia dei beni”.
Monza: salvare il Gran premio F1 all’autodromo e le scadenze
L’ultima concessione dell’autodromo è stata firmata il 19 settembre 2019 tra il Consorzio e l’Automobil club d’Italia, l’unica federazione sportiva nazionale per lo sport automobilistico riconosciuta dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) e l’unico soggetto titolato a esercitare sul territorio italiano il potere sportivo conferito dalla Fédération internationale de l’automobile (Fia). Le linee guida ripercorrono al storia dell’autodromo nato nel 1922 fino al recente masterplan che prevede per l’Autodromo Nazionale di Monza “di far leva sul suo prestigio internazionale, enfatizzandolo ulteriormente ed integrandolo/innovandolo attraverso un assortimento di attività e funzioni collaterali, a partire dalla messa a sistema degli spazi espositivi già esistenti, aggiungendone anche di nuovi, sfruttando il potenziale del luogo”.
Le parti hanno confermato la destinazione dell’autodromo e la concessione ad Aci, la piena autonomia dell’Automobile club d’Italia “nel rispetto della tutela del patrimonio culturale e del paesaggio” con attività “coerenti e coordinate con i piani strategici, i programmi e la gestione del complesso monumentale della Reggia”.