Monza sabato 5 gennaio si è fermata ancora, 66 anni dopo, per ricordare i diciassette morti della strage ferroviaria del 5 gennaio 1960, quando il treno partito da Olgiate Molgora e diretto a Milano uscì dai binari all’altezza di viale Libertà, a Monza, in quello che ancora oggi resta uno dei più gravi disastri ferroviari.
Alla commemorazione che si ripete ogni anno dal 2011, quando venne collocata la targa nel sottopasso ai piedi dei binari sui cui ancora oggi passano i treni, c’erano il sindaco, Paolo Pilotto insieme al consigliere Pierfranco Maffè, il coordinatore della consulta Libertà, Giuseppe Bergamelli e Matteo Stucchi, sempre della consulta Libertà.

«Questa ricorrenza muove un sentimento di pietà per i morti – ha detto il sindaco Pilotto sul luogo del disastro -. Il ricordo delle persone che abbiamo perso è un segno di civiltà. Ma non solo. Questa tragedia ci ricorda che questa è una città che cambia, e cambia tanto. Negli ultimi dieci anni abbiamo cambiato 20mila cittadini tra coloro che hanno lasciato Monza e quelli che sono arrivati. Questo significa che ci sono moltissimi monzesi che vogliono essere cittadini monzesi ma non ne conoscono del tutto la sua storia. E allora ogni momento che si condivide diventa anche un elemento di condivisione della cittadinanza».
Nel disastro, capitato nelle prime ore di quel 5 gennaio, quando il treno era pieno di lavoratori e studenti pendolari diretti da Milano, morirono molti passeggeri ma anche alcune lavoratrici dell’azienda BBBLane che venne investita dai vagoni sganciati dai binari per l’eccessiva velocità.
In quel periodo Ferrovie avevano autorizzato una serie di lavori di consolidamento della linea ferroviaria. L’obbligo di velocità in quel tratto di viale Libertà a Monza era di 10 chilometri orari. C’era molta nebbia quella mattina – come ha ricordato anche il sindaco ripercorrendo quella tragedia – e probabilmente a causa di una distrazione il macchinista non vide le luci di segnalazione che invitavano a rallentare. Arrivò su viale Libertà in accelerazione. Il treno deragliò facendo precipitare le prime carrozze dal ponte, sollevando le rotaie che trafissero come lance i vagoni del treno.
«Oggi questa tragedia ci ricorda la cultura della sicurezza. I tempi sono molto cambiati da allora ma oggi investire nella cultura della sicurezza è fondamentale anche se costa molto».
La commemorazione annuale è anche l’occasione per sistemare anno dopo anno qualche “pezzo” del sottopasso di viale Libertà. Quest’anno l’amministrazione ha scelto di posare la medesima corona commemorativa utilizzata per le celebrazioni del 2 giugno, in segno di rispetto e condivisione del ricordo.