Monza, “Finestre aperte”al Cav di via Zucchi: «Ritornata la luce»

Monza via Zucchi
Monza via Zucchi

A volte anche i piccoli dettagli possono fare la differenza. Come una finestra ben funzionante, spalancata sul cortile. Lo sanno i volontari del Centro di aiuto alla vita di via Zucchi a Monza che grazie a un bando del progetto “Microerogazioni 2026” messo a disposizione dalla Fondazione della comunità di Monza e Brianza hanno potuto rimettere a nuovo le finestre della sede. E si chiama proprio “Finestre aperte” il progetto che ha permesso di ridare luce (letteralmente) alle stanze del Cav.

Monza, “Finestre aperte”al Cav di via Zucchi: il progetto

«Siamo in via Zucchi 22, nei locali attigui alla chiesa di Santa Maria degli angeli, sotto la giurisdizione del duomo. La nostra associazione utilizza questi spazi a titolo gratuito e si prende cura della manutenzione, ma la struttura risale alla fine del XIX secolo e nonostante i lavori di riqualificazione già fatti, l’immobile è comunque soggetto a continui interventi per garantire la sicurezza contro i logoramenti strutturali – raccontano i volontari del Cav – Quest’anno è stato necessario sostituire le persiane scorrevoli delle finestre che danno sul cortile che erano fuori binario da tempo e impossibili da aggiustare».
Oltre a godere di nuovo della luce naturale l’intervento ha consentito alle mamme che frequentano il centro di controllare i loro bambini mentre giocano nel cortile. «Abbiamo chiamato il progetto “Finestre aperte” anche in chiave metaforica, abbiamo voluto guardare oltre ogni chiusura, andando al di là dei pregiudizi, per scoprire cosa si nasconde dietro le storie delle persone che si rivolgono a noi, guardandole alla luce del sole», concludono i volontari

L'autore

Nata nell’anno dei due presidenti e dei tre papi. Scrivo per il Cittadino dal 2009, prima solo per l’edizione cartacea poi per la tv e il sito per cui realizzo anche servizi video. Mi occupo di chiesa locale, cronaca, volontariato, terzo settore, carcere. Con l’associazione Carcere Aperto nel 2011 ho realizzato insieme al fotografo Antonio Pistillo la mostra “Guardami”, dove abbiamo raccontato le storie dei detenuti della casa circondariale di Monza.