Cento-quarantaquattro gatti, che a volerli mettere in fila per sei (con il resto di due) occuperebbero – con i baffi allineati e le code attorcigliate – buona parte del rifugio Enpa Mb a Monza. Spiega il presidente Giorgio Riva che «questa è stata l’estate dei gatti: non ci era mai capitato di accoglierne così tanti insieme».
I volontari della onlus si sono presi cura di cuccioli abbandonati e ritrovati lungo le strade e nei campi, di mici che sono stati oggetto di richieste di cessione, di gatti con problematiche di salute e di altri i cui padroni erano mancati. Alcuni sono stati portati in via San Damiano «nonostante provenissero da comuni che non rientrano nella nostra area di competenza: noi li abbiamo accolti tutti, perché non esistono nel territorio molte altre strutture che se ne prendano cura. Questo però, ovviamente, ha comportato un aumento dell’impegno dei volontari e una considerevole crescita dei costi per la nostra struttura».
Monza e i 144 gatti recuperati nell’estate: «Le famiglie non sanno gestirli»

Il fenomeno dell’abbandono dei gatti, prosegue Riva, nasce dalla combinazione di fattori diversi: «Come primo elemento possiamo dire che il numero di animali domestici nelle case degli italiani è aumentato esponenzialmente. Ma ancora troppe persone adottano gatti, o cani o conigli, per citare i più diffusi, senza avere un’idea precisa dei costi che comporti il prendersene cura davvero. Le visite dal veterinario non sono certo economiche, né la sterilizzazione. Ancora molti gatti domestici sono lasciati uscire liberamente senza essere sterilizzati e il risultato è l’aumento del numero di cucciolate indesiderate».
Enpa Mb, in collaborazione con il Comune di Monza e in particolare con l’ufficio dedicato ai diritti degli animali, è al lavoro per aggiornare il regolamento per il benessere degli amici a due e a quattro zampe, adeguandolo alle normative più recenti e alle necessità riscontrate – con un’attenzione particolare, quindi, alla sterilizzazione.
«Peccato, però, che in alcuni dei diciotto comuni con cui Enpa Mb è convenzionata, le amministrazioni non abbiano ancora stilato un regolamento ad hoc. Insomma, le difficoltà non mancano». E se nel corso dell’estate l’associazione si è trovata ad accogliere e accudire un numero di cani in linea con gli anni passati – «Nel nostro territorio il fenomeno del randagismo è quasi azzerato e i cani accalappiati vengono identificati subito grazie ai microchip», puntualizza Riva – discorso diverso va fatto per i conigli che, «dopo cani e gatti – precisano da via San Damiano – vantano il non invidiabile primato di animali più abbandonati. Acquistati per pochi euro, spesso in garden o in fiere pseudo agricole, si rivelano ben presto impegnativi da accudire e la soluzione più semplice, per molti proprietari, è purtroppo quella dell’abbandono. Vengono rilasciati in natura, e quindi condannati a morte, perché non sono adatti alla vita selvatica, oppure vengono abbandonati nelle loro gabbiette in luoghi molto frequentati, con la speranza che qualcuno se ne prenda cura».
Nelle ultime settimane sono aumentati anche i ritrovamenti di pappagalli, «spesso persi da proprietari poco attenti».
Monza e i 144 gatti recuperati nell’estate: il problema del caldo estremo

«Il caldo estremo di questa estate ha messo tutti noi a dura prova, causando grandi sofferenze agli animali e alle piante del parco canile di via San Damiano. Operatori e volontari hanno aumentato i turni per cercare di fronteggiare l’emergenza e garantire agli ospiti del rifugio tutte le attenzioni di cui avevano bisogno», precisa Giorgio Riva, presidente di Enpa Mb.
Una situazione talmente critica che ha reso necessari diversi interventi straordinari anche in città. Il salvataggio di animali rimasti intrappolati nel Lambro quasi completamente in secca, in particolare all’altezza del ponte di San Gerardino, in pieno centro storico, ha richiesto l’organizzazione di una vera e propria task force, per salvare, in collaborazione con la polizia provinciale e la protezione civile, pesci, tartarughe d’acqua e famiglie di germani.
Monza e i 144 gatti recuperati nell’estate: servono nuove linee guida
Con i cambiamenti climatici in corso «dobbiamo imparare a gestire al meglio queste situazioni, che purtroppo torneranno a ripetersi: per questo è nostra intenzione – sottolinea Riva – convocare un tavolo di lavoro a cui far sedere tutti gli enti e le realtà che hanno in qualche modo competenza sul fiume, così da definire delle linee guida di pronto intervento ed evitare il più possibile la moria degli animali».
Anche i nidiacei hanno sofferto parecchio: tantissimi piccoli di rondoni e balestrucci caduti dai nidi per il troppo caldo sono stati soccorsi in prima battuta da Enpa Mb e poi gestiti in collaborazione con i cras (i centri di recupero animali selvatici) di Vanzago e di Calolziocorte.
Altri interventi speciali hanno riguardato il recupero di rondoni che erano riusciti a infilarsi nei corridoi e negli uffici del palazzo comunale di piazza Trento e Trieste, come in realtà già successo in passato: operazioni, però, a cui i volontari dell’Enpa sono abituati, vista la loro ormai tradizionale e significativa presenza nel cuore della città.