I presenti hanno visto arrivare i lampeggianti, chi non c’era l’ha saputo dai social dove i ragazzi di Marsala Bars hanno pubblicato un post di aggiornamento: sabato sera il festival di freestyle in via Marsala 24 a Monza non è arrivato alla conclusione, interrotto da un intervento delle forze dell’ordine.


Monza: contest di freestyle interrotto dalle forze dell’ordine, le parole degli organizzatori
«Sentivamo il bisogno di parlare di ciò che è successo, vorrebbero fermarci ma noi teniamo duro – hanno scritto gli organizzatori della gara di improvvisazione rap, che già in anni passati avevano caratterizzato angoli della città – La battle di ieri sera (sabato) è stata interrotta dalle forze dell’ordine, perché a detta loro siamo ‘un pericolo per l’ordine pubblico’. Marsala Bars è una realtà che va avanti da più di 5 mesi e non abbiamo mai avuto problemi di sicurezza, di violenza o di molestie di qualsiasi tipo. Ribadiamo con orgoglio che i nostri eventi sono volti alla comunità, all’intrattenimento e alla promulgazione di una cultura che esiste da anni, cercando di offrire alla città una serata sana, inclusiva, gratuita».
E poi: «Visti gli eventi spiacevoli ci stiamo già muovendo per far sentire la nostra voce al comune di Monza, consapevoli di portare un valore aggiunto alla città in cui siamo nati e cresciuti. Abbiamo bisogno di essere ascoltati e non silenziati. Chiediamo scusa al pubblico e ai partecipanti, soprattutto a coloro che si sono mossi da altre regioni. Marsala Bars esiste e resiste».
Monza: contest di freestyle interrotto dalle forze dell’ordine, la solidarietà di Più Europa e le stoccate sugli spazi per la socialità giovanile
Solidarietà è arrivata dalla politica. Più Europa Monza ha espresso “solidarietà ai ragazzi e alle ragazze coinvolti nell’interruzione del contest nato dal basso e cresciuto nei mesi fino ad attirare partecipanti e pubblico anche da fuori città” e che “per molti giovani un momento di aggregazione, creatività ed espressione culturale”.
«Quanto accaduto dovrebbe aprire una riflessione seria sul rapporto tra la città e le nuove generazioni. In una Monza dove gli spazi di socialità giovanile e le occasioni di vita culturale serale sono sempre più limitati, iniziative spontanee come questa non dovrebbero essere trattate come un problema di ordine pubblico», ha commentato Giulio Guastini, coordinatore di +Europa Monza.
«La sicurezza non può diventare il pretesto per reprimere ogni forma di aggregazione spontanea. Purtroppo troppo spesso l’approccio dell’amministrazione comunale verso i giovani sembra limitarsi a una logica esclusivamente securitaria, invece che alla costruzione di spazi, occasioni e percorsi di partecipazione».