Cantiere della Metrotranvia Milano-Seregno: dopo giorni di proteste il contatore elettrico nel cantiere dell’infrastruttura ferroviaria, a Paderno Dugnano, è stato riallacciato “e tutti gli operai sono stati richiamati al lavoro”. “Tutto questo – dicono le organizzazioni sindacali Feneal Uil Milano, Filca Cisl e Fillea Cgil – dopo le vicende che hanno visto coinvolta la società appaltante, morosa verso il gestore elettrico, oltre che con numerosi fornitori, che per questo aveva rimandato a casa gli operai per l’interruzione dell’energia elettrica”.
I lavoratori trasfertisti lunedì 26 ottobre sono stati fatti rientrare, spiegano ancora le organizzazioni sindacali, “ma sempre a loro spese, perché l’azienda non ha provveduto a fornire la liquidità per fare il pieno alle auto o a pagare i biglietti del treno e ha solamente comunicato che il pagamento dello stipendio di settembre avverrà il 30 ottobre“.
Metrotranvia Milano-Seregno, i sindacati: “Fornitori non pagati hanno portato allo stop delle attività”
I sindacati dicono di continuare a ricevere testimonianze da chi ,”da mesi”, si trova “sospeso in una commessa che non sviluppa lavoro ma che li vede obbligati solo a fare presenza e a spendere di tasca propria senza incassare, una presenza coatta, dove i lavoratori si sono fatti carico di provvedere di tasca propria a rifornire di carburante i mezzi aziendali per mettere in sicurezza le tratte della futura linea della metrotranvia”. Non è invece così per i materiali, spigano ancora Cgil, Cisl e Uil: “visto che i fornitori, non venendo pagati da mesi, hanno di fatto portato allo stop obbligato di ogni attività”.
“Solo il senso di responsabilità dei singoli lavoratori e non dell’azienda – sottolineano Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL – ha permesso di non creare ulteriori disagi alla comunità, come ripristinare le zone di cantiere collassate in seguito a incidenti o incuria, scegliendo ogni giorno di fare quel poco che potevano con le loro risorse personali, riponendo fiducia nelle promesse aziendali che sono state disattese ogni volta. Ci troviamo davanti ad una situa-
zione paradossale dove tutto quello che è necessario per rendere vivibile il campo base deve essere reperito dai lavoratori o fatto direttamente da loro come, ad esempio, le pulizie perché il servizio è stato sospeso tempo fa. Ci troviamo di fronte a lavoratori che senza la rata dell’affitto pagata rischiano lo sfratto insieme alla famiglia e ai bambini piccoli e all’ulteriore aberrazione della umiliazione di avere un lavoro regolare e dover chiedere favori ad amici e parenti per far fronte alle spese”. I sindacati hanno quindi rinnovato il sostegno ai lavoratori, e attendono comunicazione da parte dell’azienda “per un incontro chiarificatore e la ripresa della regolare attività non escludendo ogni tipo di azione a loro tutela”.
Metrotranvia Milano-Seregno, Ponti e Negri (Pd): “La Regione intervenga”
Su quanto sta accadendo sono intervenuti anche i consiglieri regionali Gigi Ponti e Simone Negri: “Leggiamo che la situazione ai cantieri della metrotranvia Milano Seregno è sempre più grave, con operai lasciati fuori dai cancelli, debiti dell’azienda con i fornitori e cantieri senza più né uomini né mezzi in grado di procedere. Noi la scorsa settimana siamo riusciti a fare approvare in Consiglio regionale la proposta di dare priorità a quest’opera nella programmazione delle infrastrutture. In dettaglio, la Regione ora deve promuovere una ricognizione conclusiva del quadro economico, degli extracosti e del cronoprogramma, e deve individuare le soluzioni necessarie a completare i lavori“. “Lo deve fare – dice – all’interno di una collaborazione istituzionale con i comuni, la città metropolitana e il ministero delle infrastrutture. Fatto questo deve trovare le risorse, in proprio ma soprattutto facendo leva sul ministero e sugli altri soggetti coinvolti, per arrivare alla copertura degli extracosti. La Milano Seregno è un’opera strategica per la mobilità, peraltro sostenibile, di un territorio tra i più densamente popolati e ricchi di attività produttive non solo della Lombardia, ma di tutta Italia.”