Metro a Monza, altra proroga per il bando della M5 (che vale quanto una foresta): il 31 dicembre è sempre più vicino

L'associazione Hq ha calcolato che l'impatto ambientale della M5 a Monza varrebbe quanto nove parchi. Intanto prorogato di un altro mese il bando.
Metropolitana M5 a Monza prolungamento
Metropolitana M5 a Monza prolungamento

Niente da fare: la metropolitana Lilla salta un’altra fermata. Dopo il rinvio dei termini per la partecipazione all’appalto aperto da Metropolitane milanesi, che aveva fissato il termine a inizio settembre facendolo poi slittare a inizio ottobre, nei giorni scorsi nuovo salto: il termine per la presentazione delle offerte alla gara da 1,1 miliardi di euro passa al 6 novembre.

Metro M5 a Monza, altra proroga per il bando: per consentire “offerte qualificate e ponderate”

Le ragioni, secondo la società pubblica, sono quelli della scorsa volta, sostanzialmente: “Preso atto dell’ulteriore richiesta di proroga pervenuta, considerati la complessità dell’appalto principale oggetto di affidamento”, così come “l’interesse della stazione appaltante a garantire la più ampia partecipazione possibile”, e infine quello sempre di Mm “a consentire la presentazione di offerte qualificate e adeguatamente ponderate”, un altro mese a disposizione.

Il problema è che l’ulteriore rinvio sposta tutto verso il fatidico 31 dicembre, data entro la quale devono essere firmati i contratti perché non si vada incontro di nuovo all’aumento dei costi, facendo ripartire quasi da zero la scalata alla ricerca dei finanziamenti così faticosamente conquistati.

Metro M5 a Monza, altra proroga per il bando: intanto il calcolo sul risparmio ambientale

Nel frattempo l’associazione Hq Monza ha fatto qualche altro tipo di conto: quello dell’impatto ambientale positivo portato da M5 con il prolungamento da Bignami al polo istituzionale monzese.

«Abbiamo fatto una serie di ricerche e analisi che aiutano a capire una volta di più quanto è importante questa metropolitana – hanno scritto nei giorni scorsi – Il prolungamento di M5 vale quanto una foresta, o come nove volte il Parco di Monza, per gli effetti che produrrà sulla qualità dell’aria. Un ottimo motivo per volere il metrò, necessità confermata anche dagli ultimi dati Istatche indicano purtroppo Monza come la città più inquinata d’Italia. Spieghiamo in dettaglio perché M5 vale come una foresta. Precisiamo però che sottolineando questo aspetto non intendiamo dire che la nostra città non ha bisogno di verde nei quartieri, cioè di una capillare forestazione urbana. Tutt’altro…».

Il punto di partenza sono i dati dell’attivazione della metropolitana riportati nella Vallutazione di impatto ambientale del progetto: 30mila auto che ogni giorno feriale spariranno dalle strade, evitando 25 milioni di spostamenti all’anno e la emissione di 20mila tonnellate all’anno di anidride carbonica (principale responsabile del riscaldamento globale).
«Un valore prudenziale, stimato dagli esperti con formule di calcolo che tengono persi no conto della diffusione progressiva di auto elettriche – aggiunge Hq – Il confronto con l’effetto di una foresta è molto chiaro. Secondo uno studio Ibimet del Cnr, un albero di medie dimensioni in clima temperato e in contesto cittadino assorbe in media 20 chili di anidride carbonica all’anno. La riduzione complessiva che si avrà con il prolungamento M5 equiva le quindi all’azione di pulizia dell’aria svolta da una foresta di un milione di al beri adulti. Considerando una densità forestale di circa 150 alberi per ettaro, è una superficie di 64 chilometri quadrati, pari a più di nove volte il Parco di Monza (7,1 kmq)».

Metro M5 a Monza, altra proroga per il bando: anidride carbonica e non solo

«La realizzazione di questa grande opera richiederà un impegno notevole per Monza e per noi cittadini, ma il risultato sarà straordinario e rivoluzionario, a maggior ragione se intorno alla Lilla verrà organizzato un trasporto pubblico rapido, efficiente e capillare», ha commentato Isabella Tavazzi, portavoce di Hq.
Detto altrimenti: «Se una linea metropolitana toglie 30.000 auto dalle strade – prosegue l’associazione – L’anidride carbonica risparmiata ogni anno è pari a quella che verrebbe assorbita da un milione di alberi adulti o nove grandi parchi come quello di Monza, lo spazio di una vera e propria foresta (per esempio quella famosa inglese di Sherwood). Corrisponde a circa due volte la superficie dell’intera città di Monza».
Non si tratta soltanto di anidride carbonica: togliere dalla strade tutte quelle auto ogni giorno permette anche di abbattere le polveri sottili e ultrasottili, «stimabile in oltre 8 tonnellate in meno ogni anno, e una riduzione del 30% degli ossidi di azoto (NOx), che sono tra i principali responsabili delle piogge acide. Il calcolo è basato sui valori medi per autoveicolo su percorso urbano indicati da Ispra e Arpa Lombardia».

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