L’estate anticipata di maggio ha reso Monza già tossica: afa anomala, picco d’ozono

L’allarme arriva da Legambiente Lombardia: le centraline Arpa presenti a Monza hanno registrato, quanto a ozono, valori da bollino rosso.
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La giornata peggiore è stata quella del 30 maggio, sabato scorso: le centraline Arpa presenti a Monza hanno registrato, quanto a ozono, valori da bollino rosso (scuro scuro) e pari a 177 milligrammi per metro cubo. Il 23 maggio i milligrammi sono stati 170 e “appena” 162 quelli di cui si è preso nota tre giorni dopo, il 26. Nelle altre giornate dell’ultima decade di maggio le cose non sono andate molto meglio: la soglia obiettivo di 120 milligrammi per metro cubo è sempre stata di gran lunga superata.

L’estate anticipata di maggio ha reso Monza già tossica: l’allarme di Legambiente

Colpa del “primo episodio di alta pressione atmosferica” che, insieme alle forti ondate di calore, ha portato con sé, “in anticipo rispetto agli anni passati”, anche “l’ozono, gas tossico che si forma quando le sostanze inquinanti che stazionano nell’atmosfera sono esposte all’azione dell’intensa radiazione solare”. In queste condizioni si genera “il fenomeno dello smog fotochimico” e, “stando alle rilevazioni dell’Agenzia europea dell’ambiente, la pianura Padana è l’area più colpita”.

L’allarme arriva da Legambiente Lombardia, che sottolinea quanto “l’ozono eserciti una potente azione tossica sui tessuti respiratori”: l’Unece (la Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite) “valuta in 70mila vittime l’aumento di mortalità annua correlata all’inquinamento da ozono nei paesi a economia avanzata. La tossicità è anche più elevata per le piante che, in presenza di ozono, accusano rilevanti cali di fotosintesi. Questo significa che al danno per la salute umana si somma anche una minore produttività delle colture agrarie, che aggrava gli effetti delle sempre più frequenti annate siccitose. Come se non bastasse, l’ozono stesso è anche un gas serra, che concorre al riscaldamento globale”.

L’estate anticipata di maggio ha reso Monza già tossica: le normative

Secondo le normative, la soglia obiettivo di 120 milligrammi per metro cubo (valore riferito alla massima media di otto ore consecutive) non dovrebbe essere superata, nel corso di un anno, per più di venticinque giorni: ora, “a stagione nemmeno iniziata”, in diverse località “i superamenti si sono verificati quotidianamente da oltre una settimana”.

Una soluzione, secondo Legambiente Lombardia, potrebbe essere cercare di ridurre le immissioni di alcuni degli inquinanti che agiscono da precursori per la formazione di ozono. L’attenzione si concentra in particolare sul metano, le cui emissioni, nella pianura Padana, derivano in gran parte da fonti agricole: “Le misure per ridurre le emissioni di metano passano innanzitutto da una riduzione delle intensità di allevamento e di coltivazione del riso, ma esistono anche strumenti per ridurre le emissioni attraverso innovazioni nelle pratiche”, precisa l’associazione ambientalista che nei giorni scorsi ha inviato al ministero per l’Ambiente un piano ad hoc.