I Giovannini d’oro della Monza al servizio degli altri

La consegna delle benemerenze civiche dei Giovanni d'oro nel giorno di san Giovannini, patrono di Monza.
Monza: i Giovannini doro e il premio Corona ferrea del 2026
Monza: i Giovannini doro e il premio Corona ferrea del 2026 Monica Bonalumi

I monzesi premiati con il Giovannino d’oro rappresentano la bellezza della storia di Monza e dei monzesi che, anche facendo i conti con le imperfezioni e la sofferenza, cercano ogni giorno di migliorare il loro cammino mettendosi a disposizione degli altri in diversi ambiti.

È questo, ha spiegato il sindaco Paolo Pilotto, il significato delle benemerenze consegnate mercoledì 24 sotto il portico dell’arengario. «Oggi – ha affermato – ringraziamo chi allo scetticismo, alla diffidenza, alla voglia di polemica e all’incapacità di vivere con serenità i rapporti contrappone la normalità che può arrivare a vertici eccezionali».

I Giovannini d’oro di Monza: Bracesco, Riva, Salah e Organtini

E una testimone «mai arrabbiata» è Milena Bracesco, già vicepresidente dell’Aned di Sesto e Monza e prima presidente del comitato brianzolo Pietre d’inciampo: «Rappresento mio papà che è stato deportato e non ha avuto la fortuna di tornare – ha detto commossa – ma che è sempre stato presente e oggi è qui con me. Dedico il Giovannino ai tanti giovani che incontro con l’auspicio che possano lasciare un mondo migliore».

«Siamo partiti in due nel ‘74 in una sede nata nel ‘40 per iniziativa di don Giuseppe Baraggia – ha raccontato il presidente dell’Enpa Giorgio Riva – oggi, con 700 soci e 230 volontari, molti dei quali giovani, la nostra è la sezione più importante d’Italia». Mohamed Salah, per tutti Mimmo l’Egiziano, ha ringraziato l’intera città, il condominio per cui lavora come custode e le forze dell’ordine che «arrivano subito» ogni volta che le chiama per segnalare qualche individuo sospetto. Lui, ha commentato Pilotto, è il simbolo che si appartiene non solo al Paese in cui si nasce, ma anche a quello «in cui si sta» quando «si entra in relazione e ci si appassiona» alla vita della comunità. Lorenzo Gaidano ha ritirato l’onorificenza alla memoria della mamma Maria Organtini, fondatrice del Cenacolo dei poeti e degli artisti e impegnata in parecchie iniziative di volontariato con il gruppo locale di Mani Tese e con il Movimento Apostolico Ciechi.

I Giovannini d’oro di Monza: Fondazione della comunità

È un riconoscimento che premia la generosità dell’intero territorio il Corona Ferrea conferito alla Fondazione della comunità di Monza e Brianza che dal 2000 ha contribuito alla realizzazione di oltre 3.700 progetti. E il presidente Giuseppe Fontana, neo Cavaliere del lavoro, lo ha condiviso con tutta la cittadinanza: «Noi – ha dichiarato – possiamo agire solo se riusciamo a raccogliere e a devolvere in modo corretto le risorse. In questi venticinque anni abbiamo cercato di creare la cultura del dono e la capacità di agire in ambito sociale. L’aiuto agli altri non è solo questione di soldi, ma della disponibilità delle persone ad aprire il cuore». Favorendo la costruzione di reti la Fondazione, ha notato Pilotto, ha contribuito a migliorare la capacità di progettare del volontariato, del terzo settore e delle società benefit. La consegna delle benemerenze, seguita alla messa in onore del patrono San Giovanni Battista celebrata in Duomo, è stata accompagnata dalla Sarabanda del Cederna.