Bandiere rosse e manifesti all’ingresso del Comune di Bernareggio: la Funzione Pubblica CGIL Monza e Brianza ha proclamato lo stato di agitazione del personale per “un progressivo deterioramento delle relazioni sindacali e una crescente difficoltà nel rapporto tra Amministrazione e personale“, secondo quanto segnalato dalle lavoratrici e dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali. Per martedì 22 settembre è previsto un incontro davanti al prefetto di Monza. L’obiettivo è “riaprire un confronto concreto e ristabilire corrette relazioni sindacali, nel rispetto delle reciproche prerogative e dei ruoli istituzionali“.
Bernareggio, tensioni in Comune: le criticità segnalate dai lavoratori
Tra le principali criticità segnalate, esposte anche sui volantini, ci sono “ingerenze politiche, scarsa collaborazione, mancato rispetto, tensioni nel clima lavorativo e scelte unilaterali nelle relazioni sindacali“.
A proposito delle ingerenze, in particolare, è sottolineata “la necessità di garantire con chiarezza la separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, nel rispetto delle prerogative e delle responsabilità proprie degli organi politici e della struttura tecnica dell’Ente“.
La mancanza di rispetto verso il personale risale invece al 24 giugno quando “durante la seduta del consiglio comunale trasmessa in streaming istituzionale, un’assessora ha attribuito a un dipendente un presunto errore tecnico di bilancio“. Una richiesta di rettifica non avrebbe ricevuto risposta.
«Il personale degli enti locali deve poter lavorare in un contesto nel quale siano chiari i ruoli e siano rispettate le rispettive prerogative – sottolinea Silvia Papini, segretaria organizzativa FP CGIL in Brianza – La gestione amministrativa deve rimanere nell’ambito delle responsabilità della struttura tecnica e il confronto con le lavoratrici, i lavoratori e le loro rappresentanze deve essere reale e non meramente formale».
Bernareggio, tensioni in Comune: i sindacati evidenziano “un insieme di criticità”
«La qualità del servizio pubblico non può essere contrapposta alla qualità del lavoro – afferma Papini – Garantire servizi efficienti alla cittadinanza significa anche mettere lavoratrici e lavoratori nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro in modo sostenibile, con organici adeguati e attraverso un’organizzazione efficace. Nonostante la conclusione da oltre nove mesi del percorso avviato sul tema del benessere lavorativo, non è ancora stato dato seguito alla richiesta di organizzare incontri nei singoli settori per individuare criticità, migliorare i processi di lavoro e intervenire sulle attività maggiormente problematiche».
E poi: «Non siamo di fronte a una singola questione, ma a un insieme di criticità che si trascinano da tempo e che hanno progressivamente compromesso il rapporto tra personale, rappresentanze sindacali e Amministrazione».