A Meda sorgerà il primo parco fotovoltaico: progetto di 100mila metri quadrati in via delle Cave. Il sindaco Luca Santambrogio conferma in aula, giovedì 22 ottobre, i contorni del progetto in risposta ad una sollecitazione del Pd (che già a fine settembre ha presentato una interrogazione). Cittadini non informati? L’opposizione incalza. “Avremmo voluto che i residenti e i referenti del polo scolastico sito nella zona fossero stati convocati ad esempio in un’assemblea pubblica per l’illustrazione del progetto perché di fatto sono venuti da noi diversi cittadini a chiedere lumi- spiega il capogruppo Marcello Proserpio– secondo noi un’amministrazione comunale avrebbe dovuto fare questo. Non mettiamo in discussione la legittimità dell’operatore, ciò che contestiamo è che, ripeto, i cittadini potevano essere informati. Se non avessimo fatto un’interrogazione, non so quanto se ne sarebbe parlato…avrebbero visto sorgere un parco come i funghi. E’ poi vero che è terreno privato, e c’è una ex cava- ribadisce- ma credo che il Comune avrebbe potuto tentare un’acquisizione”.
Maxi parco fotovoltaico a Meda, il tema tiene banco in consiglio comunale
In aula, il tema tiene banco nella fase iniziale della seduta. Il Pd getta sotto i riflettori il futuro parco fotovoltaico in Meda. “Noi non siamo contrari a questo tipo di opere, le sosteniamo se l’uso del fotovoltaico avviene su superfici compromesse, sui tetti di capannoni, su aree già degradate, non su terreni agricoli- spiega Proserpio – non è il caso, a nostro giudizio, di Meda. Nell’interrogazione presentata il 22 settembre abbiamo ricevuto risposte tecniche e non politiche. Il progetto sorgerà sull’area di via delle Cave, vicina al plesso scolastico Diaz, per circa 100mila mq- afferma- forte sarà l’impatto sul territorio, densamente abitato. Si parla di “compensazione” economica di circa 200mila euro: cominciamo ad incassare e poi vedremo che farne. L’idea migliore non sarebbe stata quella di acquisire l’area per renderla a verde e di pubblica utilità?”.
Parco fotovoltaico a Meda, le parole del sindaco
Il sindaco interviene in risposta. “La legge di scelte all’amministrazione comunale ne lascia veramente poche– premette- io come chiunque se si parla di un termovalorizzatore lo vorrei nel comune di fianco. La legge nazionale è molto vincolante. Personalmente, con l’assessore regionale Sertori abbiamo seguito l’iter della legge 10/2026 successiva della progettazione sul nostro territorio; questa legge dice che in Lombardia le aree prioritarie per la realizzazione di fotovoltaici sono le superfici già urbanizzate (coperture), ma la Regione si rende conto che 8 gigawatt non li raggiungi solo così e tra le aree prioritarie introduce le cave esaurite. E’ il caso di Meda- precisa- è vero che il nostro pgt individua l’ area come agricola, ma è ex cava e successivamente ex discarica. Legge regionale fa altra cosa importante che varrà per Meda. Sulle superfici agricole pone un limite del 3% per Comune di massimo sfruttabile. Con questo impianto Meda supera già il 3%: dopo questo in città non dovrebbero esserci altri campi fotovoltaici. Se mi avessero detto si può fare o no, io avrei detto non si fa, ma la legge non dà potere di non farlo e dico, purtroppo. Nel contratto- conclude Santambrogio- si è deciso di sfruttare al massimo la percentuale di contributo (200mila euro) e dove c’è la linea dell’alta tensione di non posizionare i pannelli. Lì andremo a realizzare una pista ciclabile: io ho dato indicazioni al dirigente, non ho incontrato il privato. Ho chiesto di permettere la continuità del parco dell’acqua e quello che verrà della valle dei mulini in direzione di Lentate sul Seveso.E questo si è ottenuto. L’azienda spingeva molto. Siamo andati molto lunghi nel rilasciare il permesso”