Quando la cronaca entra direttamente in classe. Nel solco di un percorso di attenzione alla società circostante ed all’evoluzione della sua storia, che già si era evidenziato nei mesi precedenti, in occasione della giornata della Memoria e del giorno del Ricordo, l’istituto Levi di via Seregno ha promosso venerdì 8 maggio, nella sala Gandini di via 24 maggio, un incontro con Giusi Fasano, giornalista del “Corriere della Sera”, sul tema dei rapidi mutamenti che il mondo sta affrontando e sulle modalità di comunicazione che, attraverso i media ed i social, stanno accompagnando questo mutamento.
Scuola: confronto aperto tra studenti e giornalista
Originaria di Sant’Agata d’Esaro, località del cosentino da oltre un trentennio gemellata a livello istituzionale con Seregno, classe 1964, Fasano è arrivata in Lombardia nel 1976 ed ha quindi conseguito la laurea in Scienze politiche. Dal 1989 lavora al “Corriere della Sera”, come inviata nazionale ed internazionale. In questa veste, ha seguito vicende di cronaca che hanno interessato ed interessano l’opinione pubblica italiana, come il delitto di Garlasco o il crollo del ponte Morandi a Genova, ed ha raccontato inoltre i vari attentati islamici in Europa, lo tsunami nel sudest asiatico, il disastro nucleare di Fukushima, i disordini in Libia nel 2011 e la più recente guerra in Ucraina. Nell’incontro con le classi quinte, coordinato dal dirigente scolastico Massimo Viganò, gli studenti hanno recitato un ruolo da protagonisti, non limitandosi all’ascolto dell’interlocutrice, ma ponendole numerose domande. Molto spazio è stato riservato in modo particolare alla necessità che la cronaca racconti i fatti della quotidianità, senza tuttavia dimenticare le storie di bambini, donne ed uomini, che spesso e volentieri sono le prime vittime di quello che di drammatico accade, vittime per giunta innocenti e senza responsabilità.
Scuola: la soddisfazione del dirigente Viganò
«Gli studenti -ha commentato al termine il dirigente Massimo Viganò– hanno manifestato la difficoltà odierna di individuare le fake news nel mare magnum di notizie proposte. Secondo la giornalista, l’unico rimedio è cercare la completezza delle informazioni ed esercitare il senso critico che ognuno di noi deve sviluppare». Un input tanto più importante, considerata la giovane età dei ragazzi che Fasano aveva di fronte, loro malgrado i più esposti ai pericoli che un uso non ponderato dei social può comportare.