Seregno si ferma per l’ultimo saluto a Felice Buzzi: gremito il santuario di Santa Valeria

Il feretro dell'ufficiale della Polizia locale è stato omaggiato all'ingresso ed all'uscita dalla chiesa dalla fanfara dei bersaglieri, di cui era l'elemento più rappresentativo
Seregno 2026 Polizia locale lutto Felice Buzzi funerale
L’uscita dal santuario di Santa Valeria del feretro di Felice Buzzi

Il santuario di Santa Valeria a Seregno non è riuscito a contenere martedì 12 maggio tutte le persone accorse per la cerimonia funebre di Felice Buzzi, il commissario del corpo della Polizia locale, scomparso improvvisamente nel fine settimana precedente, all’età di 62 anni. Il feretro dell’ufficiale, all’arrivo sul sagrato dell’edificio ecclesiastico, è stato accolto da personale ed associati della stessa Polizia locale, della protezione civile, dei carabinieri, della Polizia stradale, degli alpini, dei bersaglieri e della loro fanfara, che nella circostanza ha dato prova delle sue qualità musicali, in omaggio alla sua figura probabilmente più rappresentativa. Un tributo che poi è stato replicato al termine.

Lutto: l’omelia accorata di don Gheno

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Felice Buzzi, al centro, tra i colleghi di una vita Pietro Allegro e Carmine Milione

In chiesa, al cospetto di panche e sedie gremite, con il fratello Massimo Buzzi attorniato dalla sua famiglia, il sindaco Alberto Rossi accompagnato da tutta la sua giunta e da alcuni consiglieri comunali ed il corpo della Polizia locale con alla testa il comandante Umberto Trope, affiancato dai suoi predecessori Giovanni Dongiovanni, oggi a Monza, e Maurizio Zorzetto, arrivato appositamente da Pordenone, don Walter Gheno, vicario per Santa Valeria della comunità pastorale San Giovanni Paolo II, si è chiesto nell’omelia «cosa aggiungere di fronte alla vostra presenza così numerosa ed attenta al dolore dei familiari di Felice? La vostra presenza vale più di mille parole». Il sacerdote ha quindi sottolineato «il bisogno di parole che abbiano un respiro eterno. Quante volte nella sua vita Felice si sarà domandato il significato della sua esperienza di servizio? Ed il Signore gli avrà detto in quei momenti di donarsi, senza temere. Quando questo accade, ti accorgi che il dono si moltiplica. Mi piace pensare che, in questo istante, Felice possa affermare che il Signore non lo ha imbrogliato».

Lutto: gli omaggi del sindaco Rossi e del collega Guerrini

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L’arrivo della salma prima del funerale, con l’omaggio della fanfara dei bersaglieri

Prima della conclusione della cerimonia, il sindaco Alberto Rossi si è fatto interprete dei sentimenti di dolore e cordoglio della popolazione: «Ci lasci tutti più soli, commissario Buzzi. Come mi diceva ieri un ufficiale con cui hai condiviso una vita intera, questo scherzo non avresti dovuto farcelo. Mi sono chiesto in questi giorni se ti saresti aspettato le dimostrazioni di affetto e gratitudine nei tuoi confronti, oltre ogni immaginazione. Sono la dimostrazione del buono che hai seminato, del bene che c’era in te. Mi hai fatto attraversare la strada quando ero in prima elementare ed abbiamo condiviso 8 anni da sindaco e commissario della Polizia locale. Sei la storia del nostro corpo. Seregno ti vuole bene e continuerà a farlo. Sono certo che lo farai anche tu, che tanto hai amato la nostra comunità». Il ricordo dei colleghi della Polizia locale è stato invece affidato all’amico Maurizio Guerrini: «Felice ha dedicato una vita intera alla città di Seregno. La sua era una presenza che si faceva notare: sapevamo che su di lui si poteva contare. La sua professionalità era fatta di equilibrio, competenza, rigore e tanta umanità. Felice insegnava attraverso l’esempio quotidiano: il vuoto che lascia è immenso». Dopo queste frasi, un bersagliere ha fatto risuonare le note del silenzio. La salma di Felice Buzzi sarà cremata, prima che le sue ceneri trovino posto nel cimitero maggiore di via Reggio.

L'autore

Seregnese, classe 1973, lavoro a “Il Cittadino di Monza e Brianza” dal 1998 e mi occupo dei paesi della Brianza Nord. Presidente del Circolo culturale San Giuseppe di Seregno tra il 2013 ed il 2019, ho curato in prima persona o partecipato alla stesura di più di una ventina di pubblicazioni, tutte riguardanti storie o personaggi della città in cui sono cresciuto e vivo.