Villa reale di Monza: in mostra Conconi e la Scapigliatura che apre al Simbolismo

All’Orangerie della Villa reale di Monza fino al 14 marzo 2027 il progetto che raccoglie 150 opere di collezioni pubbliche e private di Luigi Conconi.
Luigi Conconi e la Scapigliatura, Orangerie della Reggia di Monza, Installation view, 2026, ph. Sara Spreafico
Luigi Conconi e la Scapigliatura, Orangerie della Reggia di Monza, Installation view, 2026, ph. Sara Spreafico

Il dato divertente è che il loro nome sembra una costante universale dello sguardo delle vecchie generazioni sulle nuove: il taglio (o non taglio) dei capelli. Come i “capelloni” degli anni Sessanta, i “teddy boys” dei decenni precedenti, le mode che invadono come un virus lo stile della capigliatura che pervade bene o male ogni generazione, come il gel a partire dagli anni Ottanta, il “mullet” tedesco dei Settanta tornato di recente, ciuffi e basette.
Ecco: se si dovesse scrivere una storia sociale del mondo, sarebbe un ottimo punto di partenza per descrivere il taglio (in tutti i sensi) tra generazioni: probabilmente qualcuno l’avrà fatto.

Villa reale Monza Luigi Conconi Estasi olio su tela cm.-475-x-575-cm collezione privata - courtesy Enrico Gallerie dArte Milano
Villa reale Monza Luigi Conconi Estasi olio su tela cm.-475-x-575-cm collezione privata – courtesy Enrico Gallerie dArte Milano

Villa reale di Monza: in mostra Conconi e la Scapigliatura, il movimento da Milano all’Italia

Era così anche per loro, a partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento: un gruppo di artisti, scrittori, poeti che prima a Milano, poi in Lombardia, quindi in tutta Italia, sono stati etichettati da una felice intuizione di Cletto Arrighi: “La Scapigliatura e il 6 febbraio“, pubblicato nel 1862 da Sonzogno, che pensava, scrivendo, a “La vie de bohème” parigina raccontata da Henri Murger. Era la vita boema, quella degli zingari.
La sua versione italiana, batteva in testa: la capigliatura con la s, spettinati insomma, fuori dalle regole, contestatori, controcorrente, come lo era quella degli impressionisti oltralpe: insofferenti all’accademia e al buon senso comune. Al punto da non essere mai scuola né movimento, ma una sensibilità comune, figlia dello spirito dei tempi per quella nuova generazione.

Villa reale Monza Luigi Conconi Ritratto olio su tela 82-x-675-cm collezione privata - courtesy Quadreria dell 800 Milano
Villa reale Monza Luigi Conconi Ritratto olio su tela 82-x-675-cm collezione privata – courtesy Quadreria dell 800 Milano

Villa reale di Monza: in mostra Conconi e la Scapigliatura, la mostra al Serrone fino al 14 marzo 2027

D’altra parte, quanto Luigi Conconi inizia a dipingere e firma la sua “Giovinetta malata”, era il 1877, gli anni in cui frequentava Tranquillo Cremona, Giuseppe Grandi e Daniele Ranzoni, esponenti della Scapigliatura – che come mostra una loro fotografia, avevano tanto per la testa, per così dire.
Non è uno degli esponenti più riconosciuti, ma c’è una mostra a Monza che prova a riscrivere la sua fortuna e centralità artistica dell’epoca: “Luigi Conconi e la Scapigliatura”, 150 opere sue e del suo contesto artistico che occupano gli spazi dell’Orangerie della Villa reale di Monza (sì, è il Serrone), dal 6 novembre e fino al 14 marzo 2027, dopo l’inaugurazione di giovedì. Un progetto firmato da Vidi Cultural e Ponte 43 con il Consorzio Villa reale e Parco di Monza, a cura di Simona Bartolena, che racconta “un artista molto apprezzato dal collezionismo privato e ben rappresentato nelle raccolte pubbliche, Luigi Conconi è, tuttavia, rimasto a lungo ai margini dai principali percorsi espositivi. L’intento dell’iniziativa è restituire alla sua produzione la giusta visibilità e il corretto riconoscimento critico, a cent’anni dall’ultima monografica dedicata alla sua attività pittorica”.

Villa reale di Monza: in mostra Conconi e la Scapigliatura, cosa c’è in mostra

E allora oltre ottanta opere di Conconi, tra dipinti, disegni e incisioni, provenienti da collezioni pubbliche e private “che consentono di far riscoprire e apprezzare al grande pubblico una delle personalità più originali della Scapigliatura e un vivace protagonista della scena culturale milanese del suo tempo”, affiancato dai lavori di Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Giuseppe Grandi e di altri autori legati agli ambienti scapigliati, da Vespasiano Bignami a Paolo Troubetzkoy, fino a Gaetano Previati.
“Luigi Conconi ha interpretato lo spirito della Scapigliatura con una pittura raffinata e anticonvenzionale, attenta agli effetti della luce, alle atmosfere intime e alla resa psicologica dei soggetti – scrive la curatrice – ma la sua ricerca si distingue per una pennellata libera e vibrante che dissolve i contorni e privilegia l’impressione visiva: uno stile personale che nella sua evoluzione testimonia il passaggio dalla stagione scapigliata a quella simbolista e Art Nouveau”, cioè la porta d’ingresso al Novecento.

L'autore

Libri, arte, gatti e sì, tanta (spesso troppa) cucina. Non solo quella redazionale. Tutto il resto è cronaca. Giornalista professionista, redattore, alla soglia dei trent’anni di Cittadino, ma solo perché ho iniziato giovanissimo. Con più di 125 anni di storia di Monza e Brianza da tramandare.