Desio, Martina racconta la sua malattia: «Un controllo in più mi ha salvata»

Martina Salvioni, madre di due bambini piccoli, racconta la sua malattia, un tumore al seno, e quanto sia importante la prevenzione
tumore al seno foto magnific diana.grytsku
tumore al seno foto magnific diana.grytsku magnific diana.grytsku

«Un controllo in più mi ha salvato la vita». Si racconta così la desiana Martina Salvioni – classe 1988, mamma di due bambini e vice direttore di BeDriver – che dopo un tumore al seno ha scelto di parlare di sé senza filtri e di trasformare la paura in un appello che può salvare delle vite.
«Quando ho scoperto la malattia, mi è crollato il mondo addosso – aggiunge – In un attimo tutto è vacillato, e la mente è corsa a una sola domanda: vedrò crescere i miei bambini?». Il 30 luglio, Martina Salvioni ha ricevuto una diagnosi di carcinoma al seno infiltrante, molto aggressivo. Da quel giorno sono arrivate paura, angoscia e notti senza sonno. E poi la rincorsa delle risposte, una visita dopo l’altra, per capire e reagire. Da lì conseguono l’intervento e la chemioterapia, tuttora in corso. Ma Martina decide una cosa: non lascerà che a decidere chi è, sia la malattia.

Desio, Martina: “Il mio cervello mi ha detto che dovevo fare un controllo in più”

C’è un dettaglio importante in questa storia che lei stessa racconta: «Ho sentito, dentro, che dovevo fare un controllo in più. Non so spiegarlo. A novembre 2025 ero “pulita”: il tumore è arrivato dopo, probabilmente a fine primavera, e in pochi mesi era già lì nascosto, nemmeno lo sentivo con la palpazione» È per questo che oggi Martina ha un messaggio da lanciare a tutte le donne: ascoltarsi è importante quanto fare i controlli. «Ci si ammala anche da giovani, non solo dopo i 40 – spiega lei stessa – Lo dico a tutte le ragazze, con tutto il cuore: fate i controlli. Potrebbe salvarvi la vita, come è successo a me».

Desio, la storia di Martina: “La prevenzione costa come una cena fuori in due”

Una visita all’anno vale più di mille rimpianti. «La prevenzione costa come una cena fuori in due. Piuttosto un’uscita in meno, un pantalone in meno, un telefono non all’ultimo modello, ma fate le visite annuali di controllo, al seno e ginecologiche. A me hanno salvato la vita». La forza di Martina ha un nome e tanti volti: la famiglia, i genitori, il marito e due bambini per cui vale la pena combattere ogni singolo giorno. «I primi giorni dopo la diagnosi, 21 per l’esattezza, ero smarrita, persa. È stato difficilissimo. E lì ho deciso: non volevo più sentirmi così. Al tumore non avrei concesso di diventare me. Perché io sono molto più di una diagnosi. Io sono la mia storia. Io sono Martina».

Martina, il racconto social e quasi 8 milioni di visualizzazioni

Invece di nascondersi quindi, Martina ha scelto di raccontarsi. Sul profilo @martinasalvioni_ condivide le sue giornate, le iniziative, insieme alle sue passioni, i motori e la cucina senza filtri, e la risposta è stata un’onda: solo nell’ultimo mese quasi 8 milioni di visualizzazioni e circa 15mila persone che la seguono tra Instagram e Facebook. Donne che si riconoscono, che scrivono, che non si sentono più sole. Da questa energia è nata “Oltre”, la community online per le donne durante e oltre il percorso oncologico: a breve il lancio della pagina Instagram e, a cascata, tutta una serie di iniziative.
Il profilo sul social network @oltre.community_ vuole dare spazio non solo alle donne che stanno vivendo o scoprendo cosa comporta una diagnosi, ma anche a chi sta accanto delle pazienti – cioè partner, figli, genitori, amici – perché il tumore non colpisce soltanto chi lo porta nel corpo, ma tutte le persone che le vogliono bene: anche loro vanno ascoltate e sostenute.