Il vecchio cedro dei giardini di Palazzo Rezzonico, a Barlassina, non potrà essere salvato. La pianta, ultrasecolare, tanto che sembra avere almeno duecento anni di vita, era piombata in uno stato di salute pessimo. Se n’era parlato nei mesi scorsi, quando l’amministrazione era intervenuta per cercare di fornire le dovute attività di conservazione a seguito del crollo di alcuni rami nel parchetto sottostante. A curare l’avvio delle operazioni di salvataggio era stata l’assessore all’Ambiente Serena Ronzoni.
Lei stessa non ha notizie incoraggianti rispetto alla possibilità di salvare la pianta: «Abbiamo recentemente avuto un confronto con l’ufficio Tecnico a seguito degli esami condotti dagli esperti del settore e purtroppo mi è stato riferito che, nonostante le precise e costanti cure, il cedro – oggettivamente – non è in buone condizioni. Siccome si tratta di una pianta enorme e secolare stiamo raccogliendo preventivi di spesa per le strutture a supporto di taglio ed eventualmente abbattimento».
Barlassina, il cedro a rischio e la polemica del consigliere di opposizione Trenta
Recentemente il consigliere comunale d’opposizione Claudio Trenta ha presentato un’interrogazione riguardante lo stato di salute dell’albero, e anche su questo si sofferma Ronzoni: «Io penso che se lo avessimo abbattuto mesi fa, appena appurata la malattia, parlando di un albero monumentale di gran pregio e bellezza, sono certa avremmo ricevuto comunque una critica o un tono di disapprovazione. Era possibile che si salvasse con le cure? Si, per questo ci abbiamo provato. Purtroppo, non sempre tutto va come speriamo».
Il consigliere Trenta comunque intende portare la questione in consiglio comunale: «Tralasciando l’indegna questione delle mancate manutenzioni, mi chiedo cosa serva pagare un agronomo 20mila euro all’anno per poi chiedere un’ulteriore consulenza di oltre due mila euro per dichiarare che un albero era già morto».