I giovani studenti brianzoli stanno vivendo giornate convulse. Gli episodi milanesi del fine settimana non lasciano indifferenti.
Il clima che si respira nelle scuole del territorio è controverso e Riccardo Boscolo, ex presidente della consulta degli studenti, lo descrive molto bene: «Ci sono tre “aree”: paura oppure voglia di ribellarsi a questi soggetti che hanno devastato la città di Milano, ragazzi che vogliono sentirsi sicuri nella loro città e che vogliono avere il diritto di manifestare nel rispetto delle leggi; e per ultimo un piccolo nucleo di chi “giustifica” le azioni leggendole come una sorta di divertimento. Per fortuna sono davvero pochi a pensarla così».
Scontri a Milano, gli studenti di Monza e Brianza: lunedì pomeriggio catena di messaggi e panico
A Monza lunedì pomeriggio una catena di messaggi tra i giovanissimi ha creato il panico nel cuore della città, molti negozi hanno chiuso prima altri hanno svuotato le vetrine: si era diffusa la voce di azioni simili a quelle milanesi. Nulla è successo.
«Domenica sera ho ricevuto numerosi messaggi in riferimento a possibili azioni anche nelle scuole del nostro territorio – continua Riccardo – Ragazzi e ragazze che descrivevano la preoccupazione di genitori. So che lunedì molti sono rimasti a casa proprio per questo. Il tam tam sui social ha generato un clima di paura inimmaginabile. Senza dimenticare la mail che molte scuole hanno ricevuto, sempre lunedì, di allerta per la presenza di ordigni negli istituti».
E infine: «La situazione è fuori controllo, tra i fermati ci sono anche ragazzini di 11-12 anni, una forma di ribellione delinquenziale. Dovremmo fermarci e riflettere, sia la scuola che la famiglia devono interrogarsi per capire cosa li ha portati a questi gesti estremi».