Il contatore numerico indica oltre 32mila persone in tutta Italia, ma il numero di quanti aderiscono al progetto nazionale sui patti digitali è destinato a crescere. A Monza già è realtà in due scuole, ma per la prima volta la proposta rivolta a tutti i protagonisti coinvolti nella sfida educativa arriva da un intero quartiere. Triante, infatti, sarà il primo quartiere a raccogliere la sfida.
Monza: a Triante i patti digitali di comunità
Dietro al progetto, che ha respiro nazionale e che è diffuso in diverse città italiane raccolte nella rete Patti digitali di comunità, ci sono Francesco Peia e Andrea Ferti, abitanti del quartiere. Per ora l’idea è ancora alle fasi iniziali. Il primissimo nucleo dei firmatari del patto, sette famiglie in tutto, sta mettendo a punto il testo e le finalità del proprio patto digitale, poi si attenderà l’approvazione definitiva del patto che verrà pubblicato sul sito pattidigitali.it, e che andrà ad aggiungersi a quello sottoscritto da altre località, enti, scuole e associazioni che hanno già aderito al progetto.
Monza: patti digitali in Brianza
In Brianza hanno sottoscritto patti digitali l’istituto comprensivo di Villasanta insieme al Comune e poi Arcore con il suo comprensivo e Carnate. A Monza alcune scuole hanno accettato l’impegno di promuovere un’educazione digitale efficace e sicura: il Collegio Guastalla, le scuole parrocchiali San Biagio ed è in fase di definizione quello che sottoscriverà la primaria Tonoli, sempre nel quartiere Triante.
Monza: cosa sono i patti digitali
Ma cosa comporta un patto digitale? Lo ha spiegato Andrea Ferti, ospite del centro civico in occasione del primo incontro a tappe dell’associazione Salvagente, dedicato proprio ai rischi di un utilizzo improprio degli strumenti tecnologici da parte dei bambini e dei ragazzi: «La sfida del patto digitale la si vince solo lavorando insieme. L’educazione digitale è efficace se viene offerta in modo coordinato da parte di una comunità, dai genitori alla scuola, i pediatri, gli oratori, le società sportive, in cui ci si supporta a vicenda».
Un’azione immediata e concreta è, per esempio, l’accordo collettivo sull’età di consegna degli smartphone ai preadolescenti, «seguendo le linee guida che ormai da anni sono indicate dalle associazioni dei pediatri», aggiunge Peia, che è pediatra. Ma il discorso riguarda anche l’accesso ai social e in generale l’esposizione a tutti i dispositivi tecnologici che sono presenti nel quotidiano di tutti: dalla televisione ai videogiochi, dal tablet al computer.
«La rete dei Patti digitali – spiegano – promuove alleanze educative di questo tipo tra famiglie, educatori ed enti a livello locale. In questo modo si diminuisce la pressione sociale all’anticipazione e si apre uno spazio di dialogo tra famiglie».
Monza: Triante apripista dei primi patti digitali di quartiere, i tempi
Il patto di Triante potrebbe diventare essere approvato già entro dicembre. Poi saranno gli stessi promotori a organizzare serate di divulgazione tra i cittadini, e a quel punto chi lo vorrà potrà aderire al patto. «In questa fase ancora preliminare abbiamo aperto un indirizzo email per iniziare a rispondere alle richieste e alle domande che ci vengono poste». Per avere informazioni sul patto digitale e sul progetto del patto di Triante in particolare è possibile scrivere a pattodigitaletriante@gmail.com.