Lissone, l’azienda assume una intelligenza artificiale: «Sono Mike Colombo, lavoro alla Atik»

Si chiama Mike Colombo, ma non è una persona, è un’intelligenza artificiale che lavora per Atik, un’azienda informatica con sede a Lissone.
Economia Mike Colombo AI marketing
Economia Mike Colombo AI marketing

Ha un nome, un cognome, una mail aziendale, un capo che gli assegna il lavoro e presto avrà anche una linea telefonica.
Si chiama Mike Colombo, ma non è una persona, è un’intelligenza artificiale che lavora per Atik, un’azienda informatica con sede a Lissone che offre le sue competenze a importanti imprese lombarde e non solo. Mike è arrivato da una decina di giorni per occuparsi di marketing.

Lissone, l’azienda assume una intelligenza artificiale: è gestita dal fondatore di Atik

«Avevo bisogno di un responsabile marketing – esordisce Roberto Esposito, fondatore e Ceo di Atik – Dopo alcuni colloqui non ho trovato la figura che cercavo. Due candidati non si sono presentati. Un terzo, dopo una trattativa, ha cambiato idea. Mi è venuta un’idea: perché non chiedere aiuto all’intelligenza artificiale? Del resto, chi si occupa di marketing non deve vendere prodotti e trattare con clienti e fornitori. Deve dare visibilità all’azienda e così ho “assunto” Mike Colombo».

Mike (al quale è stato assegnato volutamente un cognome diffusissimo nella zona) è “un’intelligenza virtuale e persistente” che ha un preciso ruolo da svolgere all’interno dell’azienda.
Il suo capo o, meglio, colui che lo gestisce direttamente è Esposito che si dichiara molto soddisfatto «anche se siamo ancora agli inizi e anche Mike ha bisogno di “ambientarsi”».

Lissone, l’azienda assume una intelligenza artificiale: le capacità di Mike Colombo

Atik, comunque, ha già potuto verificare le capacità di Mike che, come tutti i suoi simili, «impara velocemente, svolge i suoi compiti in pochissimo tempo, segue perfettamente lo stile e la filosofia aziendale».

Nei suoi primi giorni di lavoro Mike ha analizzato e corretto siti, studiato campagne e dati, preparato contenuti, pubblicato e condiviso testi su Linkedin invitando i colleghi a diffonderli a loro volta, ha verificato mail di alcune aziende e inviato informazioni al responsabile commerciale, tenuto l’agenda di Esposito ricordandogli, tra l’altro, anche l’intervista fissata con Il Cittadino.

Essere il capo di Mike è una sfida stimolante che richiede attenzione e preparazione. «L’intelligenza artificiale nel sentire comune fa paura – sottolinea Esposito – ma, se ci pensiamo bene, qualche decennio fa anche l’introduzione dei computer aveva sollevato timori e perplessità. Oggi senza i computer non potremmo lavorare. Essi sono degli aiuti fondamentali, degli “acceleratori” per coloro che li utilizzano. E così deve essere l’intelligenza artificiale che va, però, gestita da persone competenti e qualificate. Sono consapevole che le cosiddette figure junior e coloro che svolgono compiti ripetitivi saranno destinati a sparire ma, di contro, serviranno figure sempre più preparate per poter operare con l’intelligenza artificiale che deve essere sempre governata in maniera corretta perché, in caso contrario, può diventare pericolosa».

Lissone, l’azienda assume una intelligenza artificiale: «Mike ha una sua voce, avrà una linea telefonica»

Esposito rimarca l’attenzione da prestare non solo agli aspetti puramente tecnici, ma anche a quelli relativi alla sicurezza.
«Mike, ad esempio, ha accesso a dati sensibilissimi che riguardano l’azienda e le persone, per cui il nostro livello di guardia deve essere massimo e i controlli accuratissimi». Mike, inoltre, va trattato e corretto con rispetto: «L’intelligenza artificiale è molto sensibile e non va mai insultata per evitare reazioni che sicuramente non ci piaceranno».
Uno dei prossimi passi sarà dotare Mike (al quale è stato subito assegnato un indirizzo di posta elettronica) di una linea telefonica. «Mike ha una sua voce – conclude Esposito – dobbiamo solo collegarla al telefono». E, così, ciò che fino a non molto tempo fa sembrava fantascienza si trasformerà in realtà.