La super intelligenza “salva lavoro”: così la AI può aiutare la Brianza (e i giovani)

Le competenze digitali possono innalzare l'occupabilità e l'inclusione e rappresentare una chance molto concreta e accessibile per i giovani
Intelligenza artificiale
Intelligenza artificiale

Come l’intelligenza artificiale potrebbe dare una mano al mercato del lavoro: lo sviluppo di maggiori competenze digitali e la AI potrebbero contrastare l’obsolescenza professionale dei lavoratori maturi, abbreviare i rientri dopo interruzioni di carriera e offrire ai NEET (acronimo inglese di Not in Education, Employment or Training, persona che non studia, non lavora e non segue alcun percorso di formazione professionale) percorsi brevi e spendibili. E’ quanto emerge, tra l’altro, dalla ricerca del Centro studi Assolombarda e Università Cattolica di Milano dal titolo “La sfida dell’AI per le competenze”. Un contesto nel quale il Quadrilatero costituito dalle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia “rappresenta un osservatorio privilegiato”.

La ricerca ha inteso innanzitutto analizzare le sfide poste dalla nuova rivoluzione digitale per il sistema educativo e per il tessuto produttivo territoriale, collocandole all’interno delle tendenze che stanno ridefinendo il mercato del lavoro. E poi misurare in maniera concreta il grado di esposizione delle professioni all’Intelligenza Artificiale e l’analisi della domanda di competenze digitali e AI espressa dalle imprese del territorio. Al momento l’AI generativa in Italia non ha ancora “sfondato”: nel 2025 vi ha fatto ricorso il 19,9% degli italiani, contro il 32,7% della media europea e quasi il 38% in Spagna e Francia. E non è tanto per diffidenza verso la tecnologia ma per mancanza di competenze: “un ritardo che la formazione può colmare” dice Assolombarda. “Promuovere le competenze AI assume dunque un valore strategico: significa stimolare occupazione e produttività e, quindi, crescita”.

AI e occupazione a Monza e in Brianza: cosa dicono i dati

Sul fronte dell’occupazione, l’AI coinvolge quasi un terzo dei lavoratori del Quadrilatero di Assolombarda, “una quota più elevata del benchmark nazionale” e riguarda soprattutto professioni qualificate e a contenuto cognitivo. Ma investe anche il settore manifatturiero (38,9% contro una media italiana del 30,6%). Per quanto riguarda la domanda di lavoro, il Quadrilatero si mostra più dinamico e propenso alla novità, adottando le nuove competenze prima e in misura maggiore rispetto al resto d’Italia. E la zona emerge soprattutto per le competenze afferenti l’AI la cui domanda di competenze è circa 1,4 volte la media nazionale. E questo non solo grazie a lla specializzazione settoriale che caratterizza il territorio con professioni più innovative, ma anche da una propensione alla novità radicata nelle imprese. Quanto è emerso è che le professioni più esposte all’AI sono anche quelle in cui la domanda di nuove competenze cresce di più. In conclusione, quindi, le competenze sono una variabile strategica per la competitività del territorio.

E l territorio di Assolombarda, sotto questo aspetto, “parte da una posizione favorevole” riporta la ricerca. E’ più esposto alla trasformazione di questa rivoluzione tecnologica e più rapido nel tradurla in domanda di competenze nuove e qualificate. Si tratta tuttavia di un vantaggio “non acquisito”: dipende dalla capacità del sistema formativo e delle imprese di aggiornare le competenze di chi è già occupato e di chi si appresta ad entrare in un mercato del lavoro in rapida evoluzione.

Occupazione, disoccupazione e invecchiamento: i numeri della Brianza

Il tasso ci occupazione nel quadrilatero di Assolombarda dice che l’area Milanese 72,8%, è sopra la media lombarda (69,6%) mentre gli altri tre territori si posizionano tutti sotto il riferimento regionale: Pavia (68,8%) si avvicina di più al dato lombardo, seguita da Monza e Brianza (68,1%) e da Lodi (66,7%). Disoccupazione: Monza e Brianza è di poco superiore al dato regionale, 3,1% contro il 3%. A preoccupare, a Monza e in Brianza, è invece il tasso di partecipazione al lavoro, sotto la media lombarda e in calo di 3,2 punti percentuali, lo scorso anno, rispetto al 2019: una flessione quadrupla rispetto a quella regionale (-0,8 punti percentuali) “e forse il segnale più da monitorare perché si associa a un calo dell’occupazione” riporta la ricerca. “La bassa partecipazione non è soltanto una misura di capitale umano oggi sottoutilizzato: è una vulnerabilità destinata a pesare in modo crescente man mano che la transizione demografica ridurrà la base della popolazione in età lavorativa”.

A pesare su Monza e la Brianza, rispetto alle altre tre province, è il tasso di invecchiamento: partita nel 2006 da uno dei valori più bassi della regione (27,2%), la provincia ha raggiunto nel 2025 il 37,5% e superato il dato lombardo, con un aumento di 10,3 punti percentuali, “il più intenso del Quadrilatero, erodendo il vantaggio demografico di cui disponeva all’inizio del periodo”.

Nel Quadrilatero la popolazione in età lavorativa si contrarrà del 3,9% sull’orizzonte decennale, oltre 120 mila persone in meno, e del 10,1% su quello ventennale, (-300 mila persone). Una erosione che potrebbe determinare un calo del Pil regionale del 4,5%. La strategia? “Agire simultaneamente sull’attivazione del capitale umano oggi sottoutilizzato (in particolare quello femminile, a Monza e in Brianza l’occupazione femminile è passata dal 66,1% del 2019, superiore al dato lombardo, è scesa al 64,7%, allineandosi di fatto alla media regionale) e aumentare la produttività del lavoro basato sull’adozione delle più avanzate tecnologie”. Da considerare anche la “fuga” dei giovani laureati lombardi all’estero e la necessità di preservare e aumentare la partecipazione al lavoro della fascia più matura, quella tra i 55 e i 64 anni. Analizzando i NEET il territorio meglio posizionato è Monza e Brianza, con un’incidenza del 7,6% nel 202410, ben inferiore al 10,1% regionale.

AI e occupazione, in Brianza alta dipendenza dai lavoratori over 55enni

Lavoratori maturi: se nel 2019 la provincia di MB registrava un tasso di partecipazione dei 55-64enni del 65,3%, praticamente allineato a quello milanese e nettamente superiore alla media regionale, nel 2025 il valore è sceso al 62,8%, l’ultimo dell’area, in controtendenza rispetto alla dinamica generalizzata osservata a livello europeo e regionale. Dato che assume ancora maggiore rilevanza se si considera che si tratta del territorio del Quadrilatero in cui l’indice di dipendenza degli anziani è cresciuto più rapidamente, con un aumento di 10,3 punti percentuali tra il 2006 e il 2025, ed è anche quello in cui il tasso di partecipazione complessivo ha registrato la flessione più marcata rispetto al 2019. “La combinazione tra un invecchiamento particolarmente veloce e una partecipazione dei lavoratori maturi in arretramento configura una problematica specifica del territorio” dice la ricerca.

La diffusione delle competenze digitali e, in particolare, di quelle relative all’utilizzo dei nuovi strumenti di Intelligenza Artificiale- in quanto “dimensione trasversale della professionalità” – rappresenta un ambito che attraversa trasversalmente i tre segmenti (donne, giovani, lavoratori maturi). Cosa significa? Che le competenze legate all’Intelligenza Artificiale “rappresentano uno strumento che agisce su tutti e tre i segmenti, innalzando l’occupabilità di soggetti oggi ai margini e favorendone l’inclusione”. Ad esempio, per i giovani “le competenze relative all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale presentano il vantaggio di essere acquisibili attraverso percorsi formativi brevi, certificabili e immediatamente spendibili, senza richiedere necessariamente titoli di studio elevati“

L'autore

Classe 1971, faccio il giornalista dal secolo scorso, da fresco universitario. Sempre fedele al Cittadino, sono stato prima collaboratore locale, poi, da assunto, praticante e infine professionista, dal 2008. Le mie passioni? La cronaca nera e le storie (belle) delle persone. Ma anche lo sport, il rosso (Ferrari e Ducati), il verde dei campi da calcio e l’arancione di quelli da tennis (e del pallone da basket). E poi le serie tv, i libri di Simenon e una pedalata al parco, di Monza naturalmente.