«È stato un incontro molto costruttivo: i rappresentanti degli studenti e quelli dei genitori mi hanno spiegato con grande pacatezza le loro motivazioni». Così si è espresso il sindaco Michele Messina dopo il confronto avvenuto in settimana con gli studenti dell’istituto Martin Luther King, alla luce delle tensioni e delle polemiche scaturite in seguito allo sciopero dello scorso 18 settembre, partecipatissimo.
«Le loro sono preoccupazioni legittime, che condivido, e che chiedono semplicemente una risposta che faccia chiarezza, per continuare serenamente un certo tipo di percorso che è stato iniziato negli anni scorsi».
Il sindaco di Muggiò al liceo King: “Incontro molto costruttivo”
Preoccupazioni che riguardano proprio la continuità didattica, la programmazione delle attività e la prosecuzione del percorso formativo, specialmente per i percorsi Afm quadriennale e liceo del Made in Italy, ovvero gli indirizzi scolastici di recente attivazione, caratterizzati da programmi e percorsi formativi innovativi, dove i docenti delle discipline di indirizzo che avevano acquisito una specifica formazione e preparazione finalizzata alla loro attuazione e allo sviluppo dei relativi programmi di studio, sono stati sostituiti con altri che non hanno questo tipo di competenze.
Al King di Muggiò preoccupazioni per la continuità didattica
«La sostituzione di queste professionalità a percorso già avviato – avevano spiegato i rappresentanti degli studenti- ha pertanto suscitato ulteriori preoccupazioni in merito alla continuità e alla coerenza del percorso formativo intrapreso». Nel merito degli avvicendamenti tra docenti, anche gli insegnanti sono intervenuti: «È vero che i docenti spostati “de imperio” sono “soltanto” cinque o sei, non i “7/8 per classe” citati dagli studenti durante la manifestazione: il problema sono i percorsi toccati, le professionalità sostituite e gli effetti sulla continuità didattica, soprattutto in percorsi nuovi e con specifiche progettualità come il liceo del Made in Italy e l’Afm-Rima.
I docenti assegnati d’ufficio ai nuovi percorsi sperimentali una settimana prima dell’inizio delle lezioni, infatti, non hanno avuto modo di prepararsi. Intanto la vicenda è sotto la lente di ingrandimento dell’Ufficio scolastico.