Sette casi di legionella tra Lesmo e Arcore con ricoveri: Ats indaga

Sette casi legionella tra Lemo e Arcore, sale la preoccupazione, Ats indaga e i sindaci attendono risposte
Doccia calda legionella - Image by Freepik
Doccia calda legionella – Image by Freepik

Sette casi di legionella tra Lesmo e Arcore, due dei quali emersi negli ultimi giorni, e alcuni pazienti ricoverati. Nei due Comuni del Vimercatese la preoccupazione cresce di ora in ora, anche perché il territorio conosce già bene questo tipo di emergenza e ne porta ancora il ricordo più doloroso. Ats è al lavoro per ricostruire la mappa dei contagi: capire se gli episodi siano scollegati tra loro oppure se esista un’origine comune. Le verifiche riguardano i luoghi frequentati dai pazienti e gli impianti idrici potenzialmente a rischio, dove la Legionella pneumophila può proliferare in presenza di ristagni e temperature favorevoli.

Al momento, però, manca ancora un quadro definitivo. I sindaci attendono indicazioni ufficiali dall’Agenzia per valutare eventuali misure sul territorio. «Ho chiesto ad Ats conferme», ha spiegato la sindaca di Lesmo, Sara Dossola. Anche il primo cittadino di Arcore, Maurizio Bono, è in attesa di aggiornamenti.

Il passaggio decisivo sarà proprio questo: stabilire se i sette casi siano indipendenti oppure riconducibili a uno stesso elemento. Da qui dipenderanno anche le eventuali bonifiche e gli interventi da mettere in campo.

Legionella a Lesmo e Arcore, la memoria torna al 2023 quando a Lemo morì un anziano

La situazione riporta alla memoria quanto accaduto a Lesmo nel 2023, quando un anziano morì dopo aver contratto l’infezione. Allora la rete pubblica dell’acqua venne sottoposta a controlli straordinari, che esclusero l’acquedotto: il batterio fu individuato negli impianti delle abitazioni. Un precedente che oggi rende ancora più urgente capire dove si annidi l’origine dei nuovi contagi.

La legionellosi, nella forma più grave, può provocare una polmonite pericolosa soprattutto per anziani, persone fragili e soggetti con altre patologie. Il contagio avviene inalando minuscole goccioline d’acqua contaminata, il cosiddetto aerosol. Non si prende bevendo acqua e non si trasmette da persona a persona.

Il batterio può svilupparsi soprattutto negli impianti con acqua stagnante e temperature comprese tra i 20 e i 50 gradi. Per questo le raccomandazioni riguardano la manutenzione domestica: mantenere pulite le tubature, evitare ristagni in serbatoi, autoclavi e tratti poco utilizzati delle condotte. Attenzione particolare alle case rimaste chiuse a lungo: prima di usare docce e rubinetti è bene lasciare scorrere l’acqua per alcuni minuti.

Legionella a Lesmo e Arcore: i comuni rassicurano sull’acqua potabile

Intanto tra i cittadini circolano dubbi e timori, alcuni infondati. Uno riguarda il vapore dell’acqua usata per cuocere la pasta: non è quella la via di trasmissione. La bollitura, sopra i 60 gradi, elimina il batterio.

Restano alte anche le domande sulla qualità dell’acqua potabile. Su questo i Comuni rassicurano: i controlli sono severi e continui, e l’acqua del rubinetto è sicura. La legionella non si contrae bevendo un bicchiere d’acqua: dirlo chiaramente, in queste ore, è parte della prevenzione. Legionella, cosa fare in casa. La prevenzione passa soprattutto dalla manutenzione degli impianti domestici. Docce, rubinetti, boiler e tubature poco utilizzate possono diventare punti critici. Il rischio aumenta quando l’acqua resta ferma a lungo e la temperatura è favorevole al batterio. Per questo è utile far scorrere l’acqua per alcuni minuti dopo periodi di assenza. Attenzione anche ai soffioni della doccia, che andrebbero puliti e disincrostati con regolarità. La legionella non si prende bevendo acqua del rubinetto, ma respirando aerosol contaminato. Per questo il momento più delicato può essere la doccia, soprattutto per le persone fragili. Nessun allarme, dunque, ma qualche attenzione in più negli impianti di casa. In caso di febbre alta, tosse, brividi o forte stanchezza è bene rivolgersi al medico. Le verifiche di Ats serviranno ora a capire se i casi hanno un’origine comune.

L'autore

È la redazione del Cittadino, uno e tutti: garantisce il flusso costante delle notizie. Senza fermarsi.