Quando una discussione secretata per motivi regolamentari, di fatto in questo modo nascosta alle orecchie ed agli occhi del pubblico, fa probabilmente più rumore del dovuto. È il caso della mozione presentata in Consiglio comunale dalle minoranze di centrodestra, in merito alle azioni poste in essere dal comune di Seregno, come parte civile nel processo per l’integrazione societaria tra Aeb ed A2A, che a Monza vede imputati per turbativa d’asta e turbata libertà nella scelta del contraente il sindaco Alberto Rossi, l’assessore Giuseppe Borgonovo, il segretario comunale Alfredo Ricciardi, l’ex presidente di Aeb Loredana Bracchitta, l’ex presidente di A2A Giovanni Valotti e Pierluigi Troncatti, partner di Roland Berger.
Aeb-A2A, cosa è successo in consiglio comunale a Seregno
Come è noto, la procura della Repubblica sostiene che l’intero percorso sia stato finalizzato ad avvantaggiare A2A, procurando un danno di oltre 60 milioni di euro ad Aeb, attraverso la sopravvalutazione degli asset che le sono stati conferiti e l’omissione di un premio di maggioranza, circostanze sempre negate dagli accusati. Ebbene, nella seduta di giovedì scorso, prima di entrare nel merito del punto, il presidente dell’aula Luca Lissoni ha comunicato una breve sospensione dei lavori, finalizzati alla convocazione di una conferenza capigruppo, al rientro dalla quale è stata annunciata la secretazione del dibattito, per tutelare le persone coinvolte, che non ricoprono incarichi istituzionali. Così, in sala sono rimasti solo gli addetti ai lavori e lo streaming su internet è stato interrotto. La decisione è stata contestata sul posto da Giacinto Mariani, capogruppo della Lega, che ha espresso la sua contrarietà: «È inutile andare in seduta segreta. Stiamo parlando di un processo in corso, alle udienze del quale chiunque può assistere».
Seregno, la mozione su Aeb-A2A, la minoranza: “Seduta aperta l’opzione preferibile”
Nello specifico, la richiesta era di fare il bilancio dell’attività come parte civile dell’ente comunale, che si è costituito incaricando un legale, per poter ambire a ricevere un ristoro dei danni a suo carico, che eventualmente dovessero essere accertati. «Calamandrei diceva che la forma è sostanza -ha ribattuto Vincenzo Piscopo, responsabile dell’avvocatura comunale, che ha sostituito in questo frangente il segretario comunale Alfredo Ricciardi, che non ha presenziato come il sindaco Alberto Rossi e l’assessore Giuseppe Borgonovo alla discussione-. La seduta segreta trova fondamento nel regolamento comunale. Non è una questione di riservatezza, ma di diritto dei soggetti coinvolti, che non ricoprono incarichi istituzionali. In tribunale la situazione è diversa: lì è il giudice che stabilisce chi può parlare».
Da quello che è filtrato in seguito, l’approfondimento si è poi risolto velocemente, senza che emergesse nulla di eclatante, come la scelta di passare alla seduta segreta aveva fatto inizialmente ipotizzare. «Sono rimasto sorpreso -ha commentato Luca Tommasi, capogruppo di Forza Italia e primo firmatario della mozione, sottoscritta da tutti gli altri consiglieri di minoranza-. Ho scritto materialmente io il testo, che aveva lo scopo di far votare all’aula l’ok alla discussione dell’argomento, ed ho accolto con favore che invece si sia entrati subito nel merito. Tuttavia, non mi aspettavo la seduta segreta. Non chiedevamo infatti dettagli sulla posizione di alcuno degli indagati, ma solo di capire, a due anni di distanza dalla costituzione in giudizio come parte civile del comune di Seregno, che cosa effettivamente sia stato portato avanti in proposito».
Tommasi ha quindi proseguito: «Ritengo che una seduta aperta al pubblico sarebbe stata l’opzione preferibile da percorrere. Il tema è sicuramente di interesse anche da parte della cittadinanza, che in questo periodo è sempre stata informata dalla stampa. Ma un conto è leggere un articolo di giornale, un altro è invece ascoltare in viva voce quello che si dice in Consiglio comunale. Ripeto: penso di aver calibrato ogni parola della mozione, per evitare errori che avrebbero potuto comportare la mancata iscrizione del testo all’ordine del giorno dei lavori. Giocando sempre in difesa, si ingenera il sospetto di chissà cosa possa esserci dietro…».